Autore: B.A

Coronavirus

Coronavirus, colf e badanti: adesso iniziano le assunzioni!

Si corre a regolarizzare i lavoratori, perché per muoversi serve l’autocertificazione. 

Da settimane abbiamo affrontato le problematiche del lavoro domestico ai tempi de coronavirus. inizialmente sollevando più di qualche dubbio sulla sicurezza del posto di lavoro. Basti pensare alle badanti, che per mestiere prestano assistenza ad anziani non autosufficienti. Qui il problema è doppi, perchè da un lato c’è da preservare la salute del lavoratore, che è costretto a lavorare a stretto contatto con un altro individuo, in una fase della vita in cui lo stretto contatto è severamente vietato.

Dall’altro è da preservare la salute dell’anziano, come si sa, il soggetto più esposto alle gravi complicazioni derivanti dal coronavirus. Fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, molte lavoratrici hanno manifestato la volontà di abbandonare il posto di lavoro per evidenti pericoli per la salute. E sempre in origine di questa epidemia, molte famiglie hanno manifestato la volontà di fare a meno della badante, sia per sicurezza del proprio caro anziano e sia perchè, non potendo più andare a lavorare, per via dei decreti del governo, molte persone sono state costrette in casa e pertanto, perchè pagare una badante se si può prestare assistenza al proprio anziano da soli?

Ieri poi, abbiamo affrontato il problema dei divieti di spostamento, che nel lavoro domestico assumono una rilevanza particolare per via del lavoro in nero. Come fa una lavoratrice a giustificare l’uscita dalla sua abitazione per recarsi al suo posto di lavoro se non è regolarizzata? E purtroppo il 60% dei rapporti di lavoro del settore domestico sono in nero.

La situazione delle badanti oggi con l’emergenza coronavirus

Nel frattempo i vari decreti del governo hanno da un lato limitato attività lavorative e spostamenti, e dall’altro stabilito paracadute ed ammortizzatori per i lavoratori che per colpa del coronavirus hanno visto ridursi le loro attività. Per il lavoro domestico ci sono due evidenze da questi decreti. Il primo è che la loro attività è autorizzata a proseguire anche durante l’emergenza, perché evidentemente considerata essenziale. Dall’altra c’è l’assoluta assenza del lavoro domestico tra i provvedimenti di aiuto ai lavoratori del settore.

Nel decreto economico, che per esempio ha varato 600 euro di bonus per lavoratori autonomi, agricoli e stagionali, per il settore domestico c’è solo la sospensione del versamento dei contributi per le famiglie, ma per i lavoratori solo la promessa di essere inclusi nel reddito di ultima istanza da varare nelle prossime settimane. Nel frattempo nel settore si registrano numeri contraddittori figli di questa complicata situazione. Da un lato sono aumentati le interruzioni dei rapporti di lavoro. Dall’altro però aumentano le assunzioni.

Corsa alla regolarizzazione dei collaboratori domestici

Il settore è pieno di problematiche, soprattutto oggi con l’emergenza coronavirus ormai diffusa. Le sigle sindacali monitorano la situazione e consigliano lavoratori e famiglie sul come comportarsi. Fermo restando il suggerimento di mettere sempre e comunque in regola i lavoratori, Assindatcolf per esempio, ha suggerito di limitare e sospendere le attività non strettamente necessarie, lasciando in atto invece quelle di cui non si può fare a meno come lo è l’assistenza di un soggetto non propriamente autosufficiente.

La paura del contagio da coronavirus ha fatto impennare le interruzioni dei rapporti di lavoro, per licenziamento (quando è il datore di lavoro o la famiglia a interrompere il rapporto di lavoro in essere) o le dimissioni, che per il coronavirus godono anche della dicitura per giusta causa, lasciando la possibilità della Naspi al lavoratore dimissionario. Ma come riporta un eloquente articolo del quotidiano “Il Messaggero”, stanno aumentando anche le nuove assunzioni. Non è un controsenso, perché stando alle indiscrezioni che accompagnano questi numeri, le nuove assunzioni sono in buona parte regolarizzazioni di rapporti di lavoro già esistenti ma in nero, cioè sommersi.

Parallelamente alla paura della pericolosa infezione da Covid-19 infatti c’è la paura delle pesanti sanzioni che vengono comminate a chi viene trovato in strada senza una motivazione valida. Una giustificazione che come detto in premessa, non può essere trovata da uan badante in nero che si reca al suo posto di lavoro. Ricapitolando, in base ai numeri che provengono dalla Capitale, si registra un aumento delle cessazioni dei rapporti di lavoro, circa il 12% in più rispetto alla media normale, con il 70% che sono dimissioni, perché evidentemente la lavoratrice ha paura a recarsi al posto di lavoro.

Ma sempre i numeri di Roma, danno in aumento del 30% le nuove assunzioni, sempre rispetto al trend normale. Oltre che a nuovo personale in sostituzione di quello dimissionario, il surplus di assunzioni sono veri e propri nuovi rapporti di lavoro regolarizzati. Il motivo di questa impennata lo spiega Assindatcolf sulle pagine del Messaggero. “Le nuove regole prevedono che il domestico possa continuare a svolgere la propria attività ma, al pari di tutti gli altri cittadini che si muovono nelle città per comprovate esigenze di lavoro, è obbligato a certificare le generalità ed il domicilio del proprio datore, da qui l’esigenza di regolarizzare anche i rapporti che fino ad oggi non erano in chiaro”, così l’associazione sottolinea come il coronavirus sta facendo nascere l’effetto di far emergere molto lavoro nero che adesso i datori di lavoro ed i lavoratori, tendono a voler regolarizzare.