Autore: B.A

Coronavirus: cassa integrazione per o lavoratori, ecco come funziona

Cassa ordinaria o in deroga, ecco come il governo no aiuta i lavoratori ai tempi del coronavirus.

Tra lavoratori che lavorano da casa (smart working) e lavoratori che adesso finiranno in cassa integrazione, in servizio in Italia restano quelli di attività essenziali. È il frutto di una serie di interventi normativi, decreto dopo decreto, con cui il governo, sta cercando di contenere l’epidemia da Coronavirus. Tra i tanti decreti di queste settimane, c’è pure quello economico, che apre alla casa integrazione un po’ per tutti i lavoratori che hanno visto la sospensione delle loro attività lavorative. Ma come funzionano questi provvedimenti? Eco una dettagliata guida a questo particolare ammortizzatore sociale.

Decreto dopo decreto, molti lavoratori fermati

Ammortizzatori sociali come lo sono le cassa integrazione, soprattutto in periodi emergenziali come questo, sono assolutamente indispensabili per non mettere a rischio la sicurezza economica dei lavoratori. L’ultimo decreto del governo, con la diretta Facebook di ieri sera del Premier Conte, ha aumentato la platea dei lavoratori che non potranno andare al lavoro perché le loro attività non sono reputate essenziali.
I soldi stanziati quindi diventano sempre meno, perché il decreto economico era antecedente alla nuova stretta. Ma fatto sta che la cassa integrazione coprirà molti lavoratori.

Cassa integrazione ordinaria

La Uil si è spinta a calcolare l’importo medio che un lavoratore percepirà in cassa integrazione. Stando si calcoli del noto sindacato, per un lavoratore con reddito lordo di 22mila euro, ci saranno 940 euro medi di cassa integrazione.
La prima misura è la cassa integrazione ordinaria, che può essere richiesta da tutte le aziende che sono state costrette a ridurre le proprie attività o a sospenderle del tutto, per via dell’emergenza. La cassa integrazione ordinaria dura al massimo nove settimane, questa la durata prevista da governo. La cassa integrazione quindi può durare fino ad agosto e può avere effetto retroattivo a partire dal 23 febbraio. La novità principale per questa cassa integrazione ai tempi del Covid-19 è che può essere richiesta anche da aziende sotto i 15 dipendenti. Ed è una cassa integrazione che si potrà richiedere in maniera rapida, con pochi adempimenti rispetto al solito.
Resta prevista la consultazione con i sindacati, ma le aziende non dovranno fornire alcuna prova in ordine alla transitorietà dell’evento e alla ripresa dell’attività lavorativa.
L’azienda non dovrà nemmeno redigere e presentare in allegato alla domanda la relazione tecnica, ma solo l’elenco dei lavoratori beneficiari.
Procedura facilitata come dicevamo, perché non è dovuto nemmeno il pagamento del contributo addizionale.

Vecchie Casse Integrazioni da sostituire

Le aziende che alla data del 23 febbraio 2020 hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, possono sospenderlo. Ed in sostituzione di quella straordinaria, si può accedere alla cassa integrazione ordinaria per il coronavirus, purché rientrino tra le categorie di imprese assicurate anche alle integrazioni salariali ordinarie.
Le aziende dei settori agricolo, pesca, terzo settore e enti religiosi, per le quali è fatto divieto di accesso alle case integrazioni ordinarie, possono optare per la cassa integrazione in deroga per un periodo fino a nove settimane. Sono esclusi però tutti i datori lavoro domestico. L’ammortizzatore in deroga può essere richiesto per i lavoratori assunti prima del 23 febbraio 2020.