Autore: B.A

Lavoro

Coronavirus: bar e ristoranti, le testimonianze della crisi del settore

Alcuni gestori mettono in luce la grave situazione in cui versa il settore di bar, ristoranti e attività simili.

Che sia tra i settori più colpiti da lockdown, distanze di sicurezza, regole ferree anti Covid-19 e crisi economica è un dato di fatto. Parliamo del food and beverage, della ristorazione, in cui ci sono bar, pizzerie, ristoranti, pub e così via. La riapertura è stata a fasi successive e sicuramente non positiva. E lo testimoniano alcuni gestori che hanno rilasciato al «Fatto Quotidiano» le loro testimonianze.

Bar e ristoranti una fase 2 non positiva

Prima il lockdown, poi le riaperture per il solo servizio a domicilio, poi il via libera per il take away e infine la riapertura vera, quella però con rigide e severe misure di sicurezza. Queste le varie fasi del ritorno alla pseudo normalità per le attività ricettive. Una riapertura che si è via via trasformata in una specie di odissea.

La gente ha ancora timore a tornare alla vita precedente la pandemia, ed il fatto che ogni giorno la stampa sottolinei come il coronavirus è ancora in giro, rende la paura ancora viva. E poi c’è dell’altro che conferma le difficoltà a tornare a lavorare come prima per questi settore.

"Persi i clienti che lavorano da casa in smart working. Fatturato giù del 90-95%”, queste alcune dichiarazioni che esercenti di bar a Roma hanno prodotto intervistati dal «Fatto Quotidiano». Se si continua con lo smart working è inevitabile che meno persone vanno in ufficio, meno caffè si vendono.

La situazione dei bar della Capitale è nera

Le regole dello smart working insieme alla mancanza dei turisti è alla base della crisi dei bar del centro di Roma. Una crisi che non riguarda solo i gestori naturalmente, ma che si abbatte anche sui dipendenti di queste attività, molte delle quali hanno ridotto il personale. E non va trascurato il fatto che intorno ai bar e ai ristoranti ci sia un enorme indotto, con fornitori di alimenti e bevande e di ogni altro prodotto utile alle attività.

“Abbiamo perso 2-3 della clientela perché vengono in ufficio un giorno a settimana”, questa la testimonianza di una barista con attività a Roma, in zona Eur, che notoriamente è una zona ricca di uffici. E non va meglio ai ristoranti, che come spiega un ristoratore capitolino, hanno perduto oltre il 90% del fatturato.

“Stiamo perdendo dal 90 al 95% del fatturato rispetto all’anno scorso. Venivano un centinaio di persone a pranzo, adesso 10-20 nei giorni in cui c’è massima affluenza", così ha parlato un titolare di una tavola calda a Roma.

In altri termini, situazione critica è dire poco, e la crisi non può certo essere circoscritta solo a Roma. Il malcontento è generalizzato, diffuso un po’ ovunque, in tutto lo stivale e per tutte le attività ricettive di questo tipo, vessate da una situazione la cui risoluzione appare lontana dall’essere trovata.