Autore: B.A

Coronavirus badanti e colf: arrivano cassa integrazione e tutele per quarantena e malattia!

In arrivo importanti novità per i lavoratori del settore domestico nel Dpcm di aprile, ammortizzatori sociali anche per loro.

Colf e badanti, le figure più diffuse tra i collaboratori domestici, sono tra i lavoratori che più hanno subito le conseguenze negative dell’emergenza sanitaria che sta attanagliando il paese. E sono pure tra le categorie di lavoratori che sono stati esclusi da indennizzi, bonus e ammortizzatori sociali nel decreto n.18 del 17 marzo. Secondo i dati Inps, sono 860mila i lavoratori del settore iscritti alla previdenza sociale, cioè regolarmente assunti. Ma nel settore c’è molto sommerso, perché si stima in oltre 2 milioni i lavoratori domestici in servizio, tra regolari e lavoratori in nero.

Il fatto che il coronavirus abbia minato dal punto di vista economico il settore, è confermato dal fatto che oltre la metà dei lavoratori regolari, adesso ha interrotto il rapporto di lavoro. Senza lavoro e senza ammortizzatori sociali, la categoria dei lavoratori domestici ha necessità di misure a sostegno del loro reddito. E presto potrebbero arrivare, perché come riporta il Messaggero, il sottosegretario all’Economia Baretta e il Ministro del lavoro Cataldo, hanno spiegato che il decreto di aprile prevederà ammortizzatori sociali anche per le badanti e le colf.

Cig anche per badanti e colf

La maggior parte dei lavoratori domestici attualmente non lavorano perché molti di loro sono stati costretti ad interrompere l’attività, per via delle misure restrittive come il distanziamento sociale. E pur di non perdere lo stipendio, molte di loro stanno consumando le ferie maturate. Ma anche le ferie stanno per finire, perché le misure di contenimento dell’emergenza sanitaria non sono finite e continueranno ancora per molto tempo. Ecco perché adesso sembra che il governo abbia intenzione di porre rimedio al fatto che i lavoratori domestici sono stati esclusi dal precedente decreto.

Secondo il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, nel prossimo decreto di aprile potrebbero venire estesi anche agli addetti al settore domestico, gli ammortizzatori sociali previsti per altri lavoratori, come la cassa integrazione guadagni. Un ammortizzatore sociale dedicato a badanti e colf che potrebbe coprire questi addetti anche in caso di malattia o quarantena, come ha confermato anche il Ministro del lavoro, Nunzia Catalfo.

Incontro tra governo e sindacati

Oggi 6 aprile si è svolto un incontro in video conferenza tra il Ministro del lavoro e i rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro. Un incontro che ha visto la partecipazione di tutte le maggiori sigle sindacali e datoriali, da Domina alla Filcams-Cgil, dalla Fisascat-Cisl alla Uiltucs e poi Federcolf, Fidaldo e Assindatcolf. Argomento della video conferenza, le problematiche del lavoro domestico oggi, mentre una cosa che è stata già confermata è lo slittamento della scadenza del pagamento dei contributi previdenziali da parte del datore di lavoro, per quanto riguarda il primo trimestre dell’anno, canonicamente in pagamento i 10 aprile.

Ma l’oggetto principale del summit sono state le misure da varare per aiutare questi lavoratori durante questi mesi di emergenza. Secondo Assindatcolf, il 60% circa di tutti i lavoratori regolari, sono già a riposo perché hanno interrotto i loro rapporti di lavoro. Ecco perché tutti i sindacati chiedono l’estensione della cassa integrazione in deroga anche ai lavoratori domestici. Durante il summit inoltre, è emersa anche una curiosità. L’emergenza di queste settimane sembra aver dato una mano allo Stato nel far emergere il lavoro nero nel settore.

Secondo Fidaldo, una delle più importanti associazioni dei datori di lavoro del settore domestico, sono aumentate le assunzioni nel settore. Ma si tratta per lo più di regolarizzazioni di lavoratori prima in nero. Il lavoro domestico è una delle poche attività lavorative non sospese dal governo e i lavoratori del settore possono andare a lavorare regolarmente. Ma in caso di controllo da parte delle Forze dell’Ordine, se lavorano in nero non possono giustificare la loro mobilità per le strade.