Autore: B.A

Reddito di cittadinanza

Coronavirus: Buoni spesa alimentari sono compatibili con il reddito di cittadinanza?

Chi percepisce il reddito di cittadinanza potrà avere i buoni spesa dal proprio comune? Ecco la verità

Il governo ha destinato fondi per i comuni da girare alle persone più in difficoltà. Una misura ulteriore rispetto al decreto Cura Italia con cui sempre l’esecutivo, lo scorso 17 marzo ha varato aiuti a determinate categorie di lavoratori, probabilmente i più vessati dal lockdown che ha fatto chiudere tutte le attività lavorative non essenziali. Tra gli aiuti non c’è nulla per i percettori del reddito di cittadinanza.

Anzi, nei modelli di domanda per i vari benefit previsti dal decreto cura Italia, per chi li richiede, va indicato proprio che non hanno altre misure di sostegno al reddito, compreso il reddito di cittadinanza. E così hanno fatto anche i comuni, con il modello di richiesta di aiuto da parte dei cittadini, che devono dichiarare di non essere già beneficiari del reddito di cittadinanza. Di conseguenza, anche gli eventuali buoni spesa dei comuni, con i fondi del governo stanziati per i più disagiati, non potranno essere fruibili dai beneficiari del reddito di cittadinanza.

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Bassa priorità di concessione dei buoni per chi ha il reddito di cittadinanza

Per i percettori di reddito di cittadinanza, la possibilità di ottenere i buoni spesa alimentari è molto bassa. Una ingiustizia secondo alcuni, perché molti fruitori della misura di sostegno reddituale varata dal primo governo Conte, prendono davvero poco. La soluzione per questi è farsi ricalcolare il proprio Isee, utilizzando il cosiddetto Isee corrente. Infatti, c’è chi percepisce poco come reddito di cittadinanza, perché ha un’altra fonte reddituale, come può essere un lavoretto part-time, a giornata e così via. Il reddito di cittadinanza infatti è una misura che integra il reddito di un soggetto, portandolo sopra la soglia della povertà che secondo l’Istat, ai tempi in cui fu varato il reddito di cittadinanza, era di 780 euro.

Adesso però c’è gente che ha perso quel lavoretto part-time e si trova a dover andare avanti solo con il reddito di cittadinanza, che come dicevamo è largamente inferiore a 780 euro e forse anche a 500, per chi ha la fortuna di vivere in una casa di proprietà o con un diritto di godimento differente dall’affitto. Farsi ricalcolare l’Isee, indicando la nuova situazione reddituale, alla luce del fatto che è venuto meno il lavoretto part-time del nostro esempio, potrebbe essere la soluzione per far salire l’importo del reddito di cittadinanza.

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Niente buoni e bonus per chi prende il reddito di cittadinanza

Chi prende il reddito di cittadinanza non può incassare i buoni alimentari del comune e nemmeno il bonus da 600 euro previsto dal decreto Cura Italia. I buoni alimentari che i comuni possono concedere adesso sono figli dei 400 milioni di euro stanziati dal governo per questi enti locali a tutela delle fasce più deboli dei cittadini. Questi buoni sono destinati alle famiglie più bisognose, quelle che non hanno nemmeno i soldi per fare la spesa. Dal punto di vista normativo, non c’è nulla che esclude a priori il beneficiario del redito di cittadinanza dal ricevere un buono spesa.

Infatti si hanno segnalazioni di persone che percepiscono poco di reddito di cittadinanza e che hanno contattato il loro comune per chiedere lo stesso aiuto. E non sono state respinte le richieste, con la rassicurazione che, nonostante la priorità nelle erogazioni venga data a chi non ha davvero nulla, se i fondi non saranno finiti anche chi prende il reddito di cittadinanza, soprattutto chi prende un importo modesto, potrà ottenere anche i buoni. Tutto dipende da comune a comune, e il suggerimento è sempre quello di chiamare il servizio sociale del proprio comune.