Autore: Giacomo Mazzarella

Fisco - Lavoro

Contributo a fondo perduto anche se lavoratori dipendenti e pensionati

Arrivano i chiarimenti di Agenzia delle entrate sul contributo a fondo perduto.

Sono arrivati importanti chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate per quanto concerne il contributo a fondo perduto per lavoratori autonomi, piccole e medie imprese, commercianti e artigiani.

È la circolare 15/E del 13 giugno, pubblicata sul sito internet ufficiale, dall’Agenzia delle Entrate, l’atto che produce tutti i chiarimenti e le modalità necessarie per richiedere il contributo a fondo perduto.

Ed emergono importanti aspetti della misura, soprattutto per quanto concerne cause di incompatibilità tra prestazioni, cause di esclusione dal beneficio e persone che invece rientrano nel bonus.

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Contributi a fondo perduto, tra i beneficiari anche pensionati e lavoratori dipendenti

Il Decreto Rilancio ha previsto il contributo a fondo perduto per gran parte delle attività di lavoro autonomo, micro imprese, PMI e aziende con fatturato fino a 5.000.000 di euro nel 2019. Si tratta di una misura estremamente attraente per gli operatori economici del territorio nazionale, che sostituisce i bonus una tantum del governo, quelli per i mesi di aprile e maggio.

La misura però non era stata nei spiegata nel dettaglio. C’erano diversi aspetti poco chiari che adesso, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 15/E del 13 giugno, ha chiarito. La circolare non fa altro che fornire l’interpretazione che il Fisco da della misura.

Tra le tante cose, ciò che specifica il Fisco apre alla possibilità di incassare il contributo, per alcune categorie di lavoratori che sembravano tagliati fuori dalla misura. Infatti la presunta incompatibilità del benefit per soggetto che percepivano pensione o stipendio da lavoro subordinato, scompare con quanto detto dall’Agenzia.

Contributo a fondo perduto, le regole

L’articolo 25 del decreto legge n° 34 del 19 maggio 2020, riconosce un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario o titolari di partita IVA.

Il calcolo del contributo si basa sull’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e su quelli di aprile 2019. Andranno sottratti i fatturati a d i corrispettivi del 2020, a quelli del 2019, naturalmente più alti per via del lockdown. E il contributo erogato sarà pari ad una percentuale compresa tra il 10% ed il 20% in base all’ammontare dei ricavi 2019.

Possono beneficiare del contributo a fondo perduto anche i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019. Questo viene confermato dalla circolare.

Il contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 25 del Decreto Rilancio prevede la possibilità di rientrare nell’elenco dei beneficiari anche per chi risulta essere titolare di redditi da pensione o di redditi da lavoro dipendente, a condizione che dimostrino che oltre a percepire redditi di lavoro dipendente o pensione siano anche, alternativamente, soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo o soggetti titolari di reddito agrario o ancora soggetti titolari di partita IVA.