Autore: Giacomo Mazzarella

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Contributo a fondo perduto bar e attività, arrivano i soldi, ecco cifre e date

Da lunedì 9 novembre iniziano i versamenti alle aziende colpite dalle misure restrittive, ecco tutte le cose da sapere, a partire dalle cifre.

Bar, ristoranti e pizzerie, ma anche discoteche, palestre e gelaterie, sono una moltitudine le attività imprenditoriali colpite dalle misure anti Covid in questi mesi. Tra lockdown totali, parziali, limitazioni di orario, regole sul distanziamento e riduzione degli avventori, la perdita in termini di ricavi e utili è senza dubbio ingente per tutti.

E per questo che il governo, fin dall’esplosione della pandemia, ha iniziato a varare decreti di aiuto economico per svariati settori, tra cui proprio quelli prima citati. È stato così anche per il decreto Ristori dove sono stati stanziati soldi da destinare a fondo perduto per queste attività.

Da lunedì i soldi a fondo perduto sui conti correnti

Dovrebbero partire da domani, lunedì nove novembre i contributi a fondo perduto per le aziende interessate dalle misure restrittive del governo. Partono quindi i ristori dell’omonimo decreto, con le erogazioni che arriveranno, come annunciato, direttamente sui conti correnti delle aziende per il tramite di Agenzia delle Entrate. Nessuna domanda è stata necessaria quindi per gli imprenditori a questo giro, dopo che per i ristori degli altri decreti emergenziali (Cura Italia, Rilancio e Agosto), fu necessario inoltrare istanza.

Tra l’altro, visto il perdurare dell’emergenza e visto che continuano a susseguirsi le chiusure in ambito locale per via dell’aumentare dei contagi, il decreto Ristori è stato aggiornato anche sulle cifre, con il Premier Conte che oltre a ribadire l’immediata partenza dei versamenti, ha anche anticipato che se sarà opportuno aumentare le risorse, non ci sarebbero problemi ad un altro scostamento.

Pare che l’Agenzia delle Entrate, ente prescelto per lo svolgimento della pratica, abbia messo in pagamento già circa un miliardo di euro. La dimensione dell’operazione è su vasta scala, con 154mila attività tra bar, ristoranti e pasticcerie (ma anche pub, trattorie e così via), che saranno interessate dal fondo perduto previsto.

Per chi scattano i pagamenti e le cifre

“Indennizzare le attività colpite dalle sospensioni e dalle chiusure in base al colore della regione per l’emergenza coronavirus”, questo ciò che è stato disposto nella notte tra il 6 ed il 7 novembre, da una riunione fiume del Consiglio dei Ministri. Nello specifico l’Agenzia delle Entrate ha fatto partire già i bonifici che interesseranno 154mila attività, di cui 32mila in Lombardia, più di 20mila nel Lazio, 17mila in Veneto e altrettanto in Campania, Toscana ed Emilia Romagna. Poi ci sono più o meno 13mila bonifici in Sicilia, 13mila in Puglia ee più di 5mila in Calabria e Marche.

“È stato possibile erogare i contributi in soli nove giorni dall’emanazione del decreto Ristori, grazie alla procedura informatica gestita dal partner tecnologico Sogei, e senza richiedere alcun adempimento ai contribuenti coinvolti che vedranno accreditarsi le somme maggiorate direttamente sul conto corrente indicato nella domanda relativa al primo contributo a fondo perduto previsto dal decreto Rilancio”, così commentano il via dell’operazione dall’Agenzia delle Entrate.

Quello che è fuoriuscito, che è un autentico decreto Ristori Bis, ha portato da 5 a 7 i miliardi di dotazione del decreto. E per il mondo delle Partite Iva si allarga la platea.
La lista delle attività indennizzate di fatto raddoppia, arrivando a sfiorare i 100 (inizialmente erano 53).

Dovrebbero entrare attività prima escluse come gli estetisti, i parrucchieri, e tutti quei negozi che chiuderanno nelle zone rosse. Aumentano anche gli importi dei ristori, perché per esempio, ai bar che dovevano percepire il 150% di quanto percepito nel decreto Rilancio, finirà il 200%.