Contributi volontari, come si calcolano e quando servono per la pensione

Andare in pensione rimpinguando il proprio montante dei contributi con i versamenti volontari, ecco come funziona.

I contributi volontari per qualcuno possono essere la soluzione per arrivare alle soglie di accesso per le pensioni previste dal nostro ordinamento. Secondo la scheda informativa Inps, quella che tratta i contributi volontari, il lavoratore che ha cessato o interrotto l’attività lavorativa, può accedere al versamento volontario dei contributi per perfezionare i requisiti per raggiungere il diritto alla pensione. I versamenti volontari possono anche essere utilizzati per raggiungere importi di pensione più elevati.
I contributi volontari sono utili per tutte le pensioni dirette, quindi pensioni di vecchiaia, anticipate, assegno ordinario di invalidità e pensione di inabilità. valgono anche per le pensioni indirette, come lo sono la pensione di reversibilità o quella ai superstiti. I volontari possono essere utilizzati anche per la quota 41.

Come si calcolano i contributi volontari?

Rispetto al 2018, l’ammontare di ogni anno di contribuzione volontaria da pagare per gli interessati, risulta più caro. Infatti per via del tasso di inflazione, i contributi volontari sono aumentati dell’1,1%, cioè di una percentuale pari all’aumento del costo della vita stabilito dall’Istat per il 2019. Ma, come si fa a calcolare i contributi volontari da pagare? L’Inps al riguardo ha aggiornato i valori della retribuzione utile per calcolare il valore dei contributi volontari da pagare. Lo ha fatto tramite la circolare n° 42 del 2019.

Per ogni anno di contribuzione da versare, per gli iscritti al fondo dei lavoratori dipendenti, la cifra minima da versare è di 3.521,23 euro.
In linea generale occorre sapere che i contributi volontari da versare devono essere calcolati sulla base della retribuzione percepita l’ultimo anno di lavoro. L’aliquota da applicare è identica a quella prevista per la contribuzione obbligatoria. In altri termini, la contribuzione volontaria da versare è la medesima che avrebbe versato il datore di lavoro se il soggetto interessato fosse rimasto al lavoro.

Naturalmente è la media delle retribuzioni dell’ultimo anno quella che conta. Infatti occorre sommare tutti gli stipendi degli ultimi 12 mesi e poi dividerli per i mesi effettivamente lavorati nell’ultimo anno.
Nella media rientrano anche tredicesima e quattordicesima. L’aliquota obbligatoria attualmente in vigore per i lavoratori dipendenti è pari al 33% e sarà su questa aliquota che andrà calcolato il contributo volontario da versare.

Come dicevamo in precedenza, l’Inps stabilisce che ci sia un contributo minimo da versare che esce fuori applicando al risultato minimo ottenuto, l’aliquota obbligatoria del 40% del trattamento minimo delle pensioni Inps. Per il 2019 il trattamento minimo Inps è pari a 513,01 euro e pertanto.

Quanto incidono i contributi volontari sulle pensioni?

Per quanto concerne il valore ai fini pensionistici dei versamenti volontari occorre ricordare che tali versamenti sono del tutto equivalenti a quelli effettivi. I contributi volontari quindi sono identici come valore, a quelli effettivi e valgono per tutte le pensioni, anche le varie misure di pensione anticipata vigenti.