Autore: Giacomo Mazzarella

Partita IVA - Bonus

Contributi a fondo perduto e bonus 600 euro partite IVA, chiarimenti dalle Entrate

Nessun conflitto o esclusione per i due indennizzi per lavoratori autonomi.

E sono finalmente arrivati i chiarimenti circa l’interpretazione di alcuni cavilli normativi relativi ai contributi a fondo perduto o al bonus 600 euro per i lavoratori autonomi. È stata l’Agenzia delle Entrate a produrli in risposta all’interpello n° 104 del giorno 11 febbraio 2021. Esce fuori adesso che il bonus da 600 euro non ostacola la corresponsione del bonus a fondo perduto per le Partite Iva, come invece era accaduto con il decreto Rilancio.

I chiarimenti del nostro Fisco su fondo perduto e bonus 600 euro

La risposta all’interpello numero 104 dell’11 febbraio 2021 da parte di Agenzia delle Entrate è lapalissiano. Non ci sono paletti o clausole ostative alla fruizione da parte di quei lavoratori autonomi che hanno beneficiato dei 600 euro di bonus col decreto Cura Italia, del nuovo contributo a fondo perduto del decreto Ristori.

In pratica, le Partite Iva che hanno beneficiato dei bonus 600 euro previsto dal Decreto Cura Italia, adesso potranno tranquillamente fruire dei contributi a fondo perduto del decreto Ristori. Tra i due indennizzi che il governo italiano ha introdotto per via dell’emergenza economica dovuta alla pandemia da Coronavirus, non ci sono problemi di conflitti e cumulabilità. In altri termini, possono essere percepiti entrambi.

Sono due bonus differenti tra loro e cumulabili

"Il contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Ristori all’articolo 1 rappresenta un ulteriore beneficio di natura monetaria previsto dal legislatore in conseguenza del perdurare della situazione di difficoltà in favore dei soggetti maggiormente colpiti dall’emergenza da COVID-19, spettante al ricorrere dei nuovi requisiti previsti”, basta probabilmente questo passaggio delle Entrate per determinare ciò che il Fisco ha voluto sottolineare definendo assolutamente compatibili entrambi i sussidi.

In pratica si evince che il contributo a fondo perduto è introdotto come strumento aggiuntivo per tamponare la crisi economica per il Covid per quelle attività maggiormente colpite. Uno strumento in più resosi necessario dal perdurare e dall’aggravarsi della crisi.

L’interpello riguarda un lavoratore con Partita Iva che ha percepito i 600 euro del decreto Cura Italia e che non ha richiesto il contributo a fondo perduto del Decreto Rilancio, perché la normativa vietava il cumulo delle due agevolazioni.

Le perdite di utili che questo lavoratore ha avuto però lo fanno rientrare nel nuovo indennizzo a fondo perduto del decreto Ristori (ha perso il 90% circa di fatturato tra aprile 2020 ed aprile 2019). E le Entrate stabiliscono che questo lavoratore potrà adesso fruire del benefit previsto a fondo perduto.

Infatti la risposta all’interpello è chiara nel sottolineare che quanto disposto dal nuovo decreto Ristori non fa riferimento alcuno a precedenti benefit compreso quello da 600 euro previsto dal decreto Cura Italia. Una cosa questa che invece era messa nero su bianco nel decreto Rilancio che sanciva la non cumulabilità tra questi due benefit.