Autore: B.A

Fatturato

Contributi fondo perduto Covid, ecco chi dovrà restituirli

Arrivano i chiarimenti di Agenzia delle Entrate per i contributi a fondo perduto Covid.

Sicuramente con un considerevole ritardo, sono arrivati i tanto attesi chiarimenti di Agenzia delle Entrate sui Contributi a fondo perduto per l’emergenza Covid, introdotti dal decreto Rilancio per sostenere le partite Iva che a causa del lockdown hanno perso parte o tutto il loro fatturato rispetto al 2019.

È con la circolare n° 25/E pubblicata sul portale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate il 20 agosto scorso, che vengono fornite ulteriori delucidazioni per una delle misure più importanti per imprese e aziende. Vediamo nello specifico quali sono questi chiarimenti, compresi quelli che riguardano l’eventuale restituzione del contributo per chi lo ha percepito, non avendone diritto.

Contributi a fondo perduto, i chiarimenti del Fisco

La misura è quella che prevedeva un contributo fino al 20% della differenza di fatturato o dei corrispettivi, tra aprile 2020 e aprile 2019 per imprese, aziende e ditte individuali vessate dalle chiusure imposte nei mesi di lockdown per Covid.

Come si sa, le scadenze per le domande per il contributo erano fissate al 13 agosto scorso. Adesso, per via della nuova circolare di Agenzia delle Entrate, viene evidenziato che per alcuni scatta il rischio di restituzione.

Fa notizia il fatto che una circolare esplicativa come quella n° 25/E dell’Agenzia delle Entrate, viene pubblicata dopo 7 giorni dalla scadenza delle domande. Ma evidentemente, soprattutto per il problema restituzione, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto opportuno fornire i chiarimenti.

La circolare inoltre parla anche di riduzione e taglio dell’Irap, altra misura decisa nel Dl Rilancio per la quale gli interessati devono rimettere mano alle dichiarazioni che sono già state trasmesse.

Partendo dai contributi a fondo perduto, le Entrate rispondono ad un quesito posto sui consorzi tra imprese e sul rischio restituzione del contributo. I consorzi con attività esterna, rientranti tra i soggetti IRES, che non ribaltano costi e ricavi, di fatto sono esclusi dal contributo a fondo perduto. E se lo hanno comunque percepito, devono restituirlo. Questo perché, come recita testualmente la circolare, per la “peculiare natura di tali soggetti che si limitano ad operare il ribaltamento dei costi/proventi percepiti alle imprese che ne fanno parte.”

L’esclusione comunque può essere parziale, in quanto i consorzi che svolgono una propria attività autonoma rispetto alle imprese consorziate, possono avere accesso al contributo a fondo perduto, ma solo per le attività ammesse al contributo stesso. In altri termini, l’importo del contributo deve essere riferito al calo di ricavi e fatturato riferibili esclusivamente all’attività autonoma posta in essere dal consorzio.

Contributi a fondo perduto, oltre alla restituzione, anche sanzioni

Nella circolare n° 25/E del 20 agosto 2020, si evidenzia che per chi ha percepito il contributo, magari con importo errato, oltre al rischio di restituzione della somma erogata da parte dei soggetti esclusi dalla misura, potrebbe scattare anche una sanzione.

Esiste infatti una pesante disciplina sanzionatoria in caso di indebita fruizione dei contributi a fondo perduto. Ma allo stesso tempo lo Statuto del Contribuente salva dalle sanzioni, ma non dagli interessi. Nello specifico si chiarisce che le sanzioni sono escluse per i soggetti che hanno prodotto rinuncia prima dell’erogazione del contributo a fondo perduto sul conto corrente bancario o postale.

Al contrario, se la somma è già stata pagata, il bonus dovrà essere restituito maggiorato della sanzione. Le Entrate specificano letteralmente che “Le sanzioni non sono comunque irrogate quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione della norma tributaria.”