Autore: B.A

Lavoro

Contributi a fondo perduto, la guida alla domanda

Da ieri pomeriggio via alle domande per il contributo a fondo perduto Covid, ecco come presentare domanda.

Come si chiede il contributo a fondo perduto per emergenza Coronavirus? Una domanda oggi molto comune dopo che da ieri 15 giugno, dal primo pomeriggio, sul sito dell’Agenzia delle Entrate è stata avviata la procedura per la presentazione delle istanze.

Il modello di domanda contributo a fondo perduto, naturalmente telematico è presente sul sito dell’Ente che si occuperà di tutta l’operazione, cioè Agenzia delle Entrate. Sul portale oltre alla procedura on line c’è anche il pacchetto istruzioni, il vademecum che potrà essere utilizzato dai richiedenti per presentare correttamente l’istanza.

Diversi canali disponibili per la presentazione delle domande contributo a fondo perduto

L’Istanza si presenta online direttamente all’Agenzia delle Entrate, da soli con credenziali Entratel/Fisconline, con credenziali Spid o tramite intermediario. Per l’invio si può usare la procedura apposita sul sito, all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi”, o con il software di compilazione su Entratel/Fisconline.

Contributi a fondo perduto, guida alla domanda, i riquadri

La domanda è in gran parte sotto forma di autocertificazione, ed è predisposta a riquadri. Nel primo riquadro vanno inseriti i dati del richiedente, che può essere un erede in caso di decesso del titolare dell’attività. Solo in quest’ultimo caso, oltre al codice fiscale del richiedente (l’erede), occorrerà inserire il codice fiscale del parente deceduto.

C’è poi il quadro dedicato al soggetto firmatario, nel quale va eventualmente inserito il codice fiscale del rappresentante legale. Occorre ricordare che se il contributo spettante supererà i 150.000 euro, la firma del documento deve essere obbligatoriamente elettronica e per presentare domanda occorrerà utilizzare una Pec.

Il secondo riquadro è dedicato ai requisiti. Si parte dal segnalare in quale fascia di ricavi 2019 si rientra. Va barrata oltre alla casella in cui si auto dichiara di non essere fra i soggetti che non hanno diritto al contributo anche quella corrispondente al proprio reddito 2019, scegliendo tra:

  • Ricavi 2019 fino a 400mila euro;
  • Ricavi 2019 tra 400mila e fino a un 1 milione di euro;
  • Ricavi tra 1 e 5 milioni di euro.

Il fatturato di aprile 2020 e aprile 2019

Una cosa che andrà indicata con precisione è il fatturato di aprile 2019 e quello di aprile 2020. Infatti il contributo è calcolato in percentuale sulla differenza di queste due mensilità di attività. Vanno indicate le somme relative a tutte le fatture dei due mesi di osservazione e nel caso dei commercianti, occorre indicare il totale dei corrispettivi al netto dell’IVA sempre in relazione alle operazioni effettuate nel mese di aprile di entrambi gli anni.

L’indicazione del fatturato è determinante per il diritto a ricevere il contributo, dal momento che questo, spetta solo in caso di perdita di almeno un terzo del fatturato. Ma è altrettanto importante anche per quantificare l’importo del contributo spettante che ricordiamo, è di minimo 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per le persone giuridiche.

Per quantificare il contributo spettante, la differenza tra i due mesi di aprile, a vantaggio di quello 2019, si applicano le seguenti percentuali:

  • 20% della differenza di fatturato e corrispettivi se i ricavi o compensi 2019 non superano i 400mila euro;
  • 15% per ricavi o compensi fra 400mila e 1 mln di euro;
  • 10% per ricavi o compensi fra 1 e 5 mln di euro.

La parte conclusiva del modello di richiesta è quella in cui andrà indicato il codice IBAN relativo al conto corrente su cui si chiede venga versato il contributo. Il conto deve essere intestato o cointestato al soggetto richiedente.