Contratto part time supplementare e straordinario: qual è la differenza?

Una breve panoramica sul lavoro part time, con particolare attenzione tra lavoro supplementare e straordinario

Sono sempre più i contratti part time che vengono stipulati nel mondo del lavoro. A caratterizzare questo tipo di prestazione lavorativa è l’orario ridotto rispetto alla prestazione a tempo pieno. Attualmente i contratti part time sono regolati dal Dlgs 81/2015, nello specifico gli articoli dal 4 al 12. Tale legge impone di indicare nell’accodo lavorativo le ore totali di lavoro e la collocazione temporale delle ore. Ciò significa che bisogna stilare una tabella in cui vengano specificate le ore lavorative con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno. Nel caso in cui questa tabella fosse omessa, il lavoratore avrebbe diritto al riconoscimento di un rapporto di lavoro a tempo pieno a partire dalla data dell’accertamento giudiziale.

Come il contratto full time, anche quello part time può prevedere delle ore extra contratto. La giurisprudenza, però, distingue in due diversi tipi di prestazione lavorativa extra orario.

Il l Dlgs 81/2015 definisce lavoro supplementare «l’attività lavorativa svolta oltre l’orario concordato nel contratto (anche in relazione ai giorni alle settimane o ai mesi) e fino al limite dell’orario normale a tempo pieno previsto dalla legge o dal contratto collettivo».
Ciò significa che, se il CCNL prevede ad esempio 40 ore di lavoro settimanale full time, tutte le ore che rientrano in quella fascia sono da considerarsi lavoro supplementare. La retribuzione di queste ore sarà conteggiata con una maggiorazione del 35%.

Per lavoro straordinario, invece, ci si riferisce a tutte le ore che eccedono il full time previsto dalla legge. Confcommercio fissa un tetto al lavoro straordinario pari a 250 ore annue per dipendente. Le maggiorazioni sono invece pari al: 20% per lo straordinario fino a 48 ore settimanali; 25% per lo straordinario oltre le 48 ore settimanali;35% per lo straordinario festivo; 55% per lo straordinario notturno.
Va detto che il lavoratore può rifiutarsi di prestare lavoro straordinario se è uno studente lavoratore o se sussiste un giustificato e comprovato motivo di rilevante gravità che impedisce la prestazione.