Conti correnti: da gennaio il «rosso» si paga caro

Conti correnti: da gennaio il «rosso» si paga caro

I correntisti da gennaio devono prestare attenzione ad alcune novità

I conti correnti in pericolo dal primo gennaio ed a rischio blocco per via delle novità introdotte dall’Eba, cioè dall’autorità bancaria europea.
Questo è più di un allarme che ha messo in luce Unimpresa con uno studio approfondito sugli effetti delle novità dell"Eba. E ne parla approfonditamente un articolo del quotidiano «Il Giornale».

Perché i conti correnti sarebbero a rischio?

«Basta un mancato pagamento anche di soli 100 euro per finire all’inferno», è questo ciò che titola il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti. Le novità di cui tratta lo studio di Unimpresa riguardano esclusivamente i correntisti che incappano nelle morosità.

Dal primo gennaio cambiano le regole per la gestione dei conti correnti cosiddetti «in rosso», cioè quelli che vanno sotto come si dice comunemente.

In pratica, senza soldi sul conto, quest’ultimo si potrebbe bloccare fermando di fatto qualsiasi altro pagamento, dalle utenze domestiche agli stipendi, dai pagamenti dei contributi previdenziali alle rate dei finanziamenti.

Tutto potenzialmente pericoloso quindi, per i correntisti senza sufficienti disponibilità liquide sui loro conti correnti a cui saranno cancellati gli addebiti automatici.

Le nuove regole fissate dall’Eba e i rischi per i correntisti

Ciò che rischiano i correntisti è un blocco dei RID e questo scatterà dopo soli tre mesi di mancati pagamenti, anche solo per cifre minime (si parla di 100 euro). Una sorta di tolleranza zero quindi con la banca che in caso di clienti che si trovano in quelle situazioni deve segnalarli alla centrale rischi.

Da gennaio stop agli sconfinamenti in conto corrente, anche quelli di piccole cifre quindi. Una novità che non farà sconti a nessuno, famiglie, singoli, imprese, commercianti, con il concreto rischio di vedersi bloccare le utenze domestiche, i versamenti previdenziali e tutta una serie di pagamenti che magari erano in automatico addebitati su conto corrente e che per piccoli sconfinamenti adesso possono essere bloccati del tutto.

Il vicepresidente di Unimpresa, Salvo Politino, a nome della sua Associazione ha commentato in maniera alquanto dura queste novità. «C’è il rischio di una fortissima stretta al credito, conseguenza inevitabile delle segnalazioni alla centrale rischi e della riclassificazione degli affidamenti della clientela in caso di piccoli arretrati», queste le parole di Politino che mette in luce le problematiche che potrebbero riscontrare soprattutto i soggetti che l’Associazione stessa rappresenta, cioè piccole e medie imprese che si troverebbero a fare i conti con meno flessibilità in conto corrente con tutti gli adempimenti a cui comunemente e costantemente sono chiamati.

Ma il problema della segnalazione alla centrale dei rischi è largamente diffuso, perché riguarderà anche le famiglie che potrebbero finire per pochi euro e per pochi mesi di sconfinamento, in quella centrale dei rischi che ne precluderebbe l’accesso l credito, mai come in questo momento di crisi per via del Covid, assolutamente importante.

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