Concorsi pubblici: cambiamenti nella valutazione dei titoli

A breve verranno introdotte delle novità in merito alla valutazione e al punteggio dei titoli e dell’esperienza professionale nei Concorsi Pubblici.

Il Movimento 5 Stelle ha richiesto delle modifiche al decreto Covid n. 44 risalente al 1° aprile 2021. Tale decreto stabiliva la ripresa dei concorsi pubblici in presenza e definiva anche le regole da rispettare. Il decreto in questione ha lo scopo di semplificare e di modificare le procedure da seguire per procedere con lo svolgimento dei concorsi pubblici nel rispetto delle normative contro il contagio da Covid-19.

Novità sulla valutazione dei titoli nei concorsi pubblici

Le regole stabilite dal decreto di aprile però hanno scatenato una grande polemica in merito ai criteri di valutazione dei titoli e dell’esperienza professionale. Se si seguissero tali regole infatti si andrebbe a penalizzare i giovani e i neulaureati in maniera significativa. Questa almeno è l’opinione del partito Movimento 5 Stelle che si è battuto molto per apportare delle modifiche al decreto.

Anche Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione, la pensa come i Pentastellati e di conseguenza è favorevole ad apportare modifiche al decreto. Le novità verranno introdotte a breve e consisteranno nel dare meno importanza a titoli ed esperienza professionale. Questi due fattori infatti non dovranno avere, sommati, un peso superiore a un terzo del punteggio totale.

Di conseguenza, i titoli e l’esperienza professionale non potranno pesare per più del 33% del punteggio complessivo del candidato. Questa decisione ha lo scopo di tutelare i candidati più giovani e coloro che si sono laureati da poco tempo.

Questa sarà una modifica molto importante perché le nuove regole stabilite dal decreto Covid puntavano sull’eliminazione della preselettiva che sarebbe stata sostituita appunto con la valutazione dei titoli e con l’esperienza professionale del candidato. Ricordiamo che il decreto prevede anche che i candidati svolgano una prova scritta e una prova orale.

I titoli dovranno essere coerenti con le posizioni del concorso

Il Movimento 5 Stelle ha ricordato anche la necessità di stabilire che i titoli dovranno essere considerati validi solo ed esclusivamente nel caso in cui siano «strettamente correlati alla natura e alle caratteristiche delle posizioni bandite».

I Pentastellati hanno quindi affermato che il loro partito «propone d’inserire un criterio di proporzionalità anche laddove permanga la valutazione dei titoli per l’ingresso ai concorsi: chiediamo che questa sia svolta tenendo conto in modo proporzionato delle mansioni collegate alle professionalità e ai profili richiesti nei bandi».

Le modifiche che verranno apportate al decreto del 1° aprile 2021 andranno a stabilire anche che i titoli dovranno essere valutati solo nei concorsi pubblici a elevata specializzazione.

Gli esponenti del Movimento 5 Stele sono contrari anche all’applicazione della valutazione dei titoli nei concorsi per la scuola. «Continuiamo a batterci affinché i nuovi criteri non si applichino ai concorsi per la scuola. Altrimenti si darebbe troppo vantaggio a chi vanta titoli di servizio acquisiti a danno dei più giovani aspiranti docenti», hanno spiegato.