Autore: B.A

Coronavirus

Come funzionano i test rapidi per il Covid, che si potranno fare dal proprio medico

Il Premier Conte ha annunciato che saranno disponibili dai medici di base i test rapidi.

In sinergia col Ministero della Salute, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ha confermato il via ai test rapidi direttamente dai medici di base. Sono 5 milioni i test che saranno effettuabili presso gli ambulatori dei medici di famiglia.

A breve, sarà possibile fare il test rapido sul Covid dal medico di famiglia. Un cambio di rotta che dovrebbe risolvere la questione code chilometriche per effettuare i test. Ma cos’è il test rapido e come funziona?

L’annuncio di Conte: «test rapidi dai medici di famiglia»

L’annuncio del Premier Conte relativo alla novità test rapidi dai medici di base è stato prodotto in un intervento del Presidente del Consiglio al Festival dello sviluppo sostenibile. «Un importante sindacato dei medici di famiglia ha dichiarato che sono disponibili a effettuare i test. Arcuri sta concludendo la gara per 5 milioni di test rapidi che saranno messi a disposizione medici di famiglia», queste le parole del Premier.

L’intesa trovata tra Ministero della Salute e medici di famiglia ha di fatto liberato il commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, nella ricerca dei test rapidi da fornire ai medici di base. Conte ha sottolineato come questo passaggio sia fondamentale per «alleggerire il peso della procedura che oggi vede delle code chilometriche per effettuare l’analisi rapida sul coronavirus, con i cittadini in attesa di un test per ore ed ore».

Ma cosa sono test rapidi?

Da settimane se non addirittura da mesi, si da un gran parlare di test rapidi per il coronavirus. L’impennata dei contagi, unita alla riapertura delle scuole non ha fatto altro che riportare in auge come discorso, quello di prevedere test rapidi per capire immediatamente la probabile positività al Covid di un soggetto.

La velocità di responso non è certo una caratteristica propria dei tamponi. E c’è chi chiede test rapidi anche nelle scuole, in modo tale da far scattare immediatamente le attività di screening. Adesso dal governo confermano che i test rapidi saranno usati anche in sede ambulatoriale dai medici di base.

Secondo coloro che chiedono incessantemente l’introduzione massiva di questi test, con loro si potrebbe circoscrivere immediatamente ogni nuovo potenziale focolaio. Con l’arrivo dell’autunno, stagione costellata da raffreddori, febbri e influenze, queste patologie con sintomi simili al Covid, si intrecceranno pericolosamente proprio con il coronavirus.

Necessari quindi accertamenti veloci e puntuali per assicurarsi di circoscrivere i nuovi focolai con la massima efficacia e il minimo dei fastidi per chi soffre di una banale sindrome influenzale. Con i test rapidi la velocità di risultato sarebbe garantita. I test rapidi impiegano minuti per fornire un responso, i tamponi invece anche diversi giorni.

I tamponi sono analisi basate sull’identificazione del materiale genetico del virus nel nostro organismo. Del tampone si sa tutto, con l’inserimento in profondità della stecca dentro la cavità nasale. Una volta fatto il tampone deve essere inviato in laboratorio. Qui viene passato in analisi, ampliando le scorie di Covid eventualmente presenti nel campione prelevato in fondo al naso al paziente, con una tecnica che riesce a rendere riconoscibile il virus.

Il tampone non ha praticamente margine di errore, ma in situazioni di emergenza come queste, presenta problematiche tecniche dovute al troppo elevati numero di campioni da analizzare. Inoltre si tratta di un test troppo invasivo e che necessita di contatto tra paziente e operatore. E non è certo la cosa più ottimale di questi tempi.

Infine, il tampone costa al SSN tra i 50 e i 90 euro. I test sierologici tramite prelievi di un campione di sangue invece, sono più economici, ma se da un lato sono perfetti per scoprire se una persona è entrata in contatto con Sars-Cov-2 negli ultimi mesi, ma non possono essere considerati affidabili quando lo scopo è quello di identificare un paziente con infezione in atto.

I test molecolari rapidi invece, rispetto ai tamponi sono meno affidabili ma anche meno invasivi. Ma si tratta pur sempre di una validissima alternativa, che cerca il virus nella saliva, dove sicuramente è presente dal momento che la saliva è uno dei metodi di trasmissione maggiori.

Le analisi molecolari effettuate utilizzando la saliva raggiungono il 90% dell’efficacia di quelle coi tamponi. Però costano meno, danno l’esito prima e non ci vuole un operatore dal momento che basta sputare in un contenitore ad hoc.