Come andare in pensione a 64 anni senza la quota 102

Per la quota 102 servono tanti, forse troppi contributi, ma per qualcuno o 64 anni bastano anche con 20 anni di contributi.

È una materia particolare quella delle pensioni. Particolare perché in continua evoluzione e con continue novità e cambiamenti. E i dubbi di molti sono quelli che riguardano proprio la possibilità di uscire dal lavoro e se si, con quale misura. Un lettore oggi chiede:

«Compio 64 anni nel 2022, ma continuo ad essere tagliato fuori anche dalla quota 102 come lo sono stato con la quota 100. Ho 25 anni di contributi che completerò il primo agosto 2022. Come posso uscire dal lavoro subito senza aspettare i 67 anni?» Vediamo di rispondere al nostro lettore, anche se a dire il vero servirebbero informazioni più dettagliate per capire meglio quali prospettive ha.

La pensione a 64 anni è possibile anche con meno di 38 anni di contributi

Sicuramente una domanda interessante quella del lettore e non certo rara. Infatti è proprio l’elevato montante contributivo il fardello più pesante che ha riguardato la quota 100 in questi 3 anni di sperimentazione e che riguarderà la quota 102 se questa verrà davvero varata. I 38 anni di contributi necessari per le due quote, hanno tagliato fuori non pochi lavoratori e continueranno a farlo se l’ipotesi quota 102 prenderà corpo.

Ma esiste una soluzione per diversi lavoratori, ai quali a determinate condizioni è possibile sfruttare un canale di uscita agevolato, sempre a 64 anni e, udite udite, con minimo 20 anni di contributi. Si, esattamente la soglia utile anche per la normale e ordinaria, pensione di vecchiaia. Ed è una soluzione che il nostro lettore potrebbe sfruttare, dal momento che ha confermato di avere più o meno 25 anni di versamenti.

Come accedere alla pensione anticipata contributiva

Si chiama pensione anticipata contributiva, ed è la misura che ormai strutturale, consente di accedere alla quiescenza con 64 anni di età e con 20 di contributi. Quando dicevamo che erano necessarie ulteriori informazioni per dare una risposta completa al nostro lettore, ci riferivamo al fatto che per centrare la pensione anticipata contributiva non bastano 64 anni di età ed almeno 20 anni di contributi, e nemmeno 25 anni come li ha centrati il nostro lettore.

Infatti è necessario anche che il lavoratore abbia il primo contributo previdenziale, a qualsiasi titolo versato, antecedente il 1996. Occorre quindi essere un contributivo puro. Inoltre, per poter sfruttare la misura è necessario che l’assegno previdenziale liquidato dall’Inps sia pari ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale. Serve una pensione pari a circa 1.288 euro al mese, dal momento che l’assegno sociale è pari per il 2021, ad euro 457 circa.

Una cifra però destinata a cambiare nel 2022, perché come prassi, ogni gennaio l’Inps adegua l’importo dell’assegno sociale al tasso di inflazione come fa con il trattamento minimo e per le altre prestazioni. Per tornare al quesito del lettore, se il primo versamento è successivo al 31 dicembre 1995 e se i contributi totali versati gli danno diritto ad una pensione di importo piuttosto elevato, ecco che aspettare i 67 anni non è necessario.