Autore: B.A

Lavoro

Colf e badanti: ferie già consumate nel lockdown? Ecco cosa fare adesso

Come fare adesso che è tempo di vacanze, se a causa del coronavirus badanti e colf hanno finito le ferie.

Molte famiglie durante il lockdown hanno deciso di fare a meno di badanti e colf, spesso in comune accordo con i dipendenti. La paura di essere contagiati da parte delle famiglie, ma anche da parte dei lavoratori, ha portato molti rapporti di lavoro ad una soluzione alquanto particolare durante il lockdown.

Il lavoro domestico non è stato chiuso dal governo come accaduto con la ristorazione, con alcune fabbriche, con le attività artigianali e così via. Il lavoro domestico di colf e badanti non è stato chiuso perché reputato essenziale. Ma le interruzioni delle attività hanno avuto una certa rilevanza anche in questo settore, per i motivi prima citati. I lavoratori sono stati costretti a consumare le ferie, e adesso si trovano senza giorni per le vacanze.

Il coronavirus e i lavoro di badanti e colf

Con il boom della pandemia, anche se badanti e colf come attività lavorativa, non sono mai stati chiusi per legge, molti lavoratori hanno comunque interrotto le prestazioni. Troppo pericoloso assistere un anziano, un bambino o occuparsi della casa nella fase del lockdown, sia per le famiglie o per l’anziano per cui si lavorava, che per gli stessi lavoratori.

I domestici però, sono stati esclusi dalla cassa integrazione e anche dai bonus previsti dal decreto Cura Italia, il primo decreto di aiuto a famiglie e lavoratori vessati dal lockdown. Nessun aiuto proprio perché nessuna chiusura è stata imposta a questo genere di attività. Migliaia di colf, badanti e baby sitter in quella fase sono rimasti senza sostegno reddituale, perché le famiglie hanno interrotto i rapporti di lavoro e lo Stato non ha prodotto un paracadute per la categoria.

Per questo, la legge ha permesso in questa situazione, di continuare a far percepire reddito ai lavoratori, solo con l’ausilio delle ferie. In altri termini, i lavoratori sono stati di fatto costretti a prendere le ferie maturate e a consumarle durante il periodo del lockdown. In pratica, datori di lavoro e lavoratori hanno concordato il godimento di un periodo di ferie, così da concedere al lavoratore un’entrata mensile, ma a scapito delle ferie estive.

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Due le vie possibili adesso

Adesso però, con le famiglie in ferie, che non hanno bisogno della colf, o con la badante che è solita tornare a casa, dalla famiglia lasciata nel Paese di origine, in estate il nodo viene al pettine. Ci sono lavoratori che non hanno ferie adesso, perché consumate nel lockdown.

Il datore di lavoro che si trova a dover gestire una situazione come questa potrà scegliere di anticipare un periodo di ferie anche se ancora non maturato, non lasciando di nuovo senza entrate il lavoratore e consentendo comunque di andare in vacanza al proprio dipendente, nonostante non ha più giorni di ferie.

Ma si tratta di una soluzione che non fa altro che spostare avanti il problema, perché anticipare le ferie significa che prima o poi queste vanno recuperate. In alternativa si può optare per lasciare a riposo il lavoratore con un permesso non retribuito. In questo caso però, il lavoratore rimane senza reddito.