Autore: Giacomo Mazzarella

Coronavirus - Cina

Cina e Covid: perché lavoro e economia in Cina sono ripartiti

La Cina sembra essersi messa alle spalle la crisi Covid, unico paese al Mondo in ripresa.

Quando a fine 2019 la Cina era salita al centro dell’interesse dell’opinione pubblica mondiale per la storia del mercato di Wuhan, del pipistrello e del Covid, immaginare uno scenario come quello che raccontiamo oggi era improponibile. In Italia noti rappresentanti del governo e dei partiti di maggioranza, facevano la fila ai ristoranti cinesi per dimostrare la nostra lontananza dal pericolo coronavirus.

Dichiarazioni di sicurezza e tranquillità erano all’ordine del giorno, a partire dal celebre «siamo pronti» del Premier Conte. I partiti di opposizione invece erano per il chiudere tutte le frontiere, soprattutto con il mettere in quarantena i cinesi di ritorno dalla loro Patria. Tra accuse reciproche, tra allarmismi e razzismo, la Cina era passata al lockdown, la sua economia in crisi nera mentre in Europa e negli Usa si guardava con una certa distanza a ciò che accadeva in Oriente.

Poi, l’epidemia cinese diventa pandemia mondiale e oggi ci troviamo con Usa, Americhe ed Europa in ginocchio, sia come salute che come economia. Invece, udite udite, la Cina è in rilancio. Ma perché la Cina adesso è l’unica Regione dove si registra una economia in aumento?

Per la Cina un +4,9% nel penultimo trimestre e PIL in attivo

Sul quotidiano «la Repubblica» c’è un interessante articolo che tratta proprio la situazione sopra descritta, con la Cina che da primo Paese mondiale colpito dal Covid, è diventato unico Paese in escalation economica.

Secondo il noto quotidiano, la previsione dell’Fondo monetario internazionale (Fmi) è stata confermata e la Cina sarà l’unico Paese al mondo a chiudere il 2020 con la ricchzza nazionale in crescita. Tra l’altro in Cina non si sta registrando questa seconda ondata di Covid. E quindi, adesso il Paese asiatico si trova più o meno fuori sia dall’emergenza epidemiologia che da quella economica.

Lo confermano i dati sul Prodotto interno lordo dell’ultimo trimestre completato, quello luglio-settembre. Dati che confermano come a settembre 2020 la situazione del PIL cinese è arrivata al segno più. Da gennaio a settembre la Cina ha già assorbito l’inevitabile calo di PIL avuto durante la pandemia.

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I dati dalla Cina sono incontestabili

L’analisi di «Repubblica» è avvalorata dai dati che lo stesso quotidiano riporta. «L’economia della Cina allunga il passo e segna nel terzo trimestre del 2020 un Pil in crescita annua del 4,9%, in aumento rispetto al 3,2% dei tre mesi precedenti» questi i dati ufficiali del consuntivo del penultimo trimestre dell’anno. Per carità, la crisi si è fatta sentire pure in Cina, perché il terzo trimestre 2019 aveva fatto segnare una crescita del 6,1%, mentre oggi è al 4,9%.

Ma rispetto al resto del Mondo la Cina è in netto vantaggio. Oltre al PIL in Cina cresce pure la produzione industriale con una risalita che a settembre ha fatto segnare un ottimo +6,9%. Alla fine del terzo trimestre 2020 la Cina è tornata in positivo anche come andamento della produzione industriale.

A dare manforte a questa repentina ripresa, sono stati gli investimenti, per lo più statali, nel settore immobiliare e nelle infrastrutture. Tuttavia, è rimasto al contempo basso il tasso di crescita della spesa pubblica. Dal lato dell’offerta, la ripresa è stata guidata come detto, dal rilancio dell’industria e da quelle delle costruzioni.