Autore: B.A

Cassa integrazione

Cassa integrazione fino a fine anno nel nuovo decreto, il governo ci pensa

Allungare fino a fine anno l’ammortizzatore sociale varato per fare fronte allo stato di emergenza

Le 18 settimane di cassa integrazione Covid concesse potrebbero non essere le ultime per i lavoratori che hanno subito gli effetti drammatici di chiusure e riduzioni delle attività lavorative. È quello che il governo sta valutando di fare con un nuovo decreto lavoro. In pratica, si pensa ad una proroga dell’ammortizzatore sociale, collegata anche ad un altro prolungamento del divieto di licenziamento e della deroga sui contratti a termine. Ecco cosa potrebbe accadere col nuovo decreto.

Cassa integrazione fino al 31 dicembre 2020

Prolungare la cassa integrazione di emergenza fino alla fine dell’anno man mano che passano i giorni diventa molto di più di un semplice opzione. Infatti pare che il governo stia valutando di estendere l’ammortizzatore sociale in modo tale da garantire la copertura dello Stato alle aziende che continuano a trovarsi in seria difficoltà per via del coronavirus.

La cassa integrazione infatti è la soluzione ottimale per evitare che le aziende inizino a licenziare, dal momento che ancora oggi sono alle prese con la riduzione delle loro attività nonostante le riaperture, invischiate come sono in una grave crisi economica e con riaperture limitate da regole e misure restrittive. Il Governo vuole di fatto, aggiungere altre 18 settimane di ammortizzatore sociale a quelle finora previste per la crisi del coronavirus.

Si tratta di circa quattro mesi e mezzo in più di cassa integrazione che però potrebbe avere dei paletti restrittivi, magari stabilendo che la possibilità possa essere fruita solo in determinati settori lavorativi, quelli più colpiti dall’emergenza epidemiologica.

Anche il divieto di licenziamento prolungato fino al 31 dicembre 2020

La riduzione delle attività lavorative, la riduzione della clientela, quella delle commesse, le regole di distanziamento sociale, sono questi gli ostacoli che adesso molte aziende e molti datori di lavoro si trovano a dover affrontare. Per questo estendere di altri mesi la cassa integrazione potrebbe essere la scialuppa di salvataggio di imprese che rischiano prima di tutto la loro chiusura, e poi di dover ricorrere a licenziamenti per riduzione del personale che adesso non serve più.

Per i licenziamenti vige ancora il divieto ed anche in questo caso, per i motivi prima citati e per difendere l’occupazione, il governo potrebbe decidere di prorogare fino alla fine dell’anno il divieto di licenziamento introdotto durante l’emergenza coronavirus e in scadenza il 17 agosto.

E sempre alla fine del 2020 potrebbe arrivare la deroga sui contratti a termine, compresi quelli in somministrazione. Un modo per far slittare le scadenze, per permettere rinnovi di contratto di lavoro a termine, anche senza causale. In altri termini, la crisi emergenziale del coronavirus non è affatto terminata e l’esecutivo potrebbe decidere di allungare tutte le misure di emergenza alla fine del 2020.