Autore: Stefano Calicchio

INPS - Cassa integrazione - Sussidi di disoccupazione

Cassa integrazione e Coronavirus, dall’inizio della crisi sanitaria l’Inps ha erogato 20 milioni di prestazioni

L’ente pubblico di previdenza rende noti i dati relativi all’erogazione della cassa integrazione dopo lo scoppio della pandemia dovuta al coronavirus: oltre 6 milioni di lavoratori hanno beneficiato della prestazione.

L’emergenza sanitaria dettata dal coronavirus si è presto trasformata anche in un’emergenza di tipo sociale ed economica. Il virus finanziario ha infatti colpito altrettanto duramente le famiglie italiane, un dato di fatto che emerge dai dati recentemente comunicati da parte dell’ente pubblico di previdenza in merito alle prestazioni cig che sono state erogate negli ultimi mesi.

Le statistiche in arrivo dall’Inps mostrano infatti l’ampiezza della situazione di disagio lavorativo che si è venuta a creare con il lockdown e le altre misure di contenimento alla diffusione del virus. All’interno di una recente comunicazione, l’ente ha reso noto che dall’inizio della pandemia sono state erogate circa 20 milioni di prestazioni strettamente legate alla cassa integrazione.

Di queste, 12 milioni sono state pagate in modo diretto dall’Inps in favore dei lavoratori, mentre altre 8 milioni hanno seguito la strada del conguaglio (pertanto il pagamento è avvenuto in modo diretto dal datore di lavoro, che poi ha proceduto al recupero delle somme).

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Cassa integrazione e crisi Covid-19: coinvolti sei milioni e mezzo di lavoratori

Per capire l’ampiezza della crisi e la portata dell’intervento di sostegno, basta prendere consapevolezza di un fatto: finora hanno dovuto ricorrere alla cassa integrazione circa 6,5 milioni di lavoratori. In affiancamento a ciò, importante è stato anche lo sforzo dell’Inps verso i lavoratori autonomi. Quest’ultimi hanno potuto beneficiario di oltre 4 milioni di bonus, mentre per quanto concerne gli aiuti alle famiglie i congedi sono stati 1,15 milioni (erogati insieme a 212mila bonus domestici).

Per quei nuclei familiari che non rientravano nei requisiti utili dei meccanismi di sostegno e welfare appena evidenziati e che si sono trovati in difficoltà, vi è stato poi il reddito di emergenza (che ha contato circa 600mila pagamenti), mentre il reddito di cittadinanza ha visto un incremento del 25% dei beneficiari. Complessivamente, il numero di cittadini che ha potuto beneficiare di un meccanismo di aiuto collegato alla pandemia è stato di circa 14,3 milioni.

Infine, all’interno del proprio comunicato l’Inps ricorda anche di essere al lavoro sulle posizioni in attesa di sblocco e che ancora devono ricevere alcune prestazioni. L’obiettivo è di arrivare a una pronta soluzione nel più breve tempo possibile, pur riconoscendo che tra le numerose cause d’incaglio vi sono elementi come iban o codici fiscali errati oppure l’errata comunicazione da parte delle aziende rispetto alle regole alla base dei procedimenti di richiesta.

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