Autore: B.A

Cassa integrazione

Cassa integrazione, via ai controlli dell’ispettorato, mentre 25mila sono ancora in attesa

L’ispettorato del lavoro abbia i controlli sugli ammortizzatori Covid, ma c’è ancora chi non ha ricevuto nulla.

La cassa integrazione per i lavoratori che hanno subito gli effetti economici del coronavirus è il provvedimento che più ha fatto discutere l’opinione pubblica per via dei gravi ritardi con cui è stata erogata ai lavoratori in tutta Italia.

Da marzo, da quando è scattato il lockdown, milioni di aziende sono state costrette a chiudere le attività lavorative e milioni di lavoratori sono rimasti di colpo senza lavoro. Tra decreto Cura Italia e decreto Rilancio, il governo ha così predisposto un ammortizzatore sociale ad hoc, cioè la cassa integrazione per il Covid. Un ammortizzatore sociale atto a dare sostegno reddituale proprio ai lavoratori che hanno subito lavorativamente gli effetti delle chiusure.

Molti ancora i lavoratori che attendono tutt’oggi la loro cassa integrazione spettante, ma nel frattempo, l’ispettorato del lavoro avvia i controlli per le aziende e i lavoratori che hanno già provveduto a completare richieste ed incassi dell’ammortizzatore sociale.

Via ai controlli sull’utilizzo degli ammortizzatori per Covid-19

L’ispettorato nazionale del lavoro da ufficialmente il via ai controlli sull’utilizzo degli ammortizzatori per Covid-19. Si tratta delle canoniche iniziative di controllo sulla legittimità della fruizione degli ammortizzatori sociali e degli assegni ordinari da parte di aziende e lavoratori. I controlli riguarderanno i sussidi previsti dall’articolo n°68 del decreto Rilancio. La notizia dei controlli è ufficiale, dal momento che proprio l’ispettorato del lavoro a comunicarlo tramite la sua circolare n° 532/2020.

Infatti, nel documento dell’ispettorato si legge testualmente che:

«La collaborazione tra Inps e ispettorato, permetterà di fornire tutti i dati che hanno permesso l’erogazione degli ammortizzatori sociali con causale specifica “Covid-19” al fine di contrastare eventuali fenomeni elusivi e fraudolenti. In particolare, verrà posta attenzione verso quelle aziende che non hanno subito interruzioni o hanno operato in deroga alle misure restrittive. Gli accertamenti urgenti, come di consueto, saranno attivati previa comunicazione alla sede territoriale dell’Ispettorato e in seguito rendicontati in Commissione regionale. Per gli accertamenti non urgenti, invece, le Commissioni regionali assicureranno il coordinamento delle azioni di vigilanza nei riguardi di aziende che hanno richiesto la cassa integrazione ordinaria, il fondo di integrazione salariale e la cassa integrazione in deroga».

Sempre nella circolare si legge pure che i controlli riguarderanno anche: «Le domande di indennità di sostegno al reddito presentate da lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, da lavoratori agricoli e autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’assicurazione generale obbligatoria».

E 25mila lavorativa ancora al palo

Controlli al via, ma molti lavoratori ancora devono ricevere un centesimo di cassa integrazione. Sono i numeri, eloquenti ed allo stesso tempo ancora allarmanti che emergono dai dati Inps.

In tutto sono 25mila i lavoratori ancora senza cassa e integrazione, e 130mila sono ancora in attesa di quella richiesta a giugno.

Secondo gli ultimi dati dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, il numero di lavoratori che non hanno ricevuto almeno un pagamento della cassa integrazione al 17 giugno sono 134.358.