Autore: Stefano Calicchio

INPS - Cassa integrazione

Cassa Integrazione, da metà luglio l’Inps anticipa il 40%: Tridico ricorda che l’ente «non è una banca, ma un’istituzione»

Sulla cassa integrazione prende forma il nuovo meccanismo di anticipo previsto con gli ultimi aggiornamenti normativi: l’Inps anticipa il 40% delle nuove richieste.

Il mondo del lavoro ha subito un duro colpo dopo lo scoppio dell’emergenza sanitaria e lo sviluppo della conseguente crisi economica. In questo contesto, la cassa integrazione ha rappresentato uno degli strumenti primari per cercare di contrastare l’inevitabile disagio economico di molte aziende e famiglie. Purtroppo i tempi di pagamento hanno rappresentato uno dei punti deboli di questo sistema di sostegno, pensato per funzionare in situazioni ordinarie.

Tra i provvedimenti presi dal governo per cercare di garantire un cambio di passo e al contempo di velocizzare l’apparato burocratico c’è stato quindi l’avvio di un meccanismo di anticipo legato al pagamento della cassa. Secondo quanto evidenziato dalla stessa Inps, l’anticipo della Cig e delle forme accessorie di welfare è stato già implementato all’interno delle procedure operative, mentre i primi effetti positivi potranno vedersi entro poche settimane.

Cassa Integrazione: l’anticipo Inps effettivamente disponibile nella seconda metà di luglio

Rispetto al quadro generale appena evidenziato, le ultime indicazioni pervenute agli organi di stampa danno evidenza dell’entrata in funzione del meccanismo di anticipo della cassa integrazione. Sulle tempistiche effettive di accredito dei pagamenti bisogna però evidenziare che i primi benefici potranno concretizzarsi solo nella seconda metà di luglio.

Infatti, la procedura è operativa dal 18 giugno 2020 presso il sito dell’Inps. I datori di lavoro possono quindi ricorrere al provvedimento entro il prossimo 3 luglio 2020, mentre l’Inps ha tempo 15 giorni per predisporre i pagamenti. Queste scadenze indicano che a regime gli anticipi di pagamento della cassa integrazione dovrebbero arrivare ai lavoratori nella seconda metà del prossimo mese.

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Le polemiche sull’Inps e la replica del Presidente Pasquale Tridico

Rispetto ai ritardi nei pagamenti della cassa integrazione da parte dell’Inps e alle polemiche sorte nelle scorse settimane in merito agli altri meccanismi di welfare pubblici erogati dopo la crisi dovuta a Covid-19 è tornato a prendere posizione il Presidente dell’Ente Pasquale Tridico, rilasciando alcune dichiarazioni negli scorsi giorni. L’economista ha precisato che “l’Inps non è una banca che dà soldi al primo che passa per strada, ma una istituzione che deve garantire ai cittadini, sulla base dei requisiti stabiliti dalla legge” le risorse di welfare, avviando correttamente i flussi di pagamento.

In questo senso, Tridico ha evidenziato che dall’inizio della fase di emergenza e fino all’attuale sviluppo della cosiddetta Fase 3 l’Inps ha erogato 15 miliardi di euro di risorse “rispetto a un pacchetto che deve ancora evolvere fino a ottobre 2020”. In questo senso, ha quindi sottolineato le sfide senza precedenti che l’ente ha dovuto affrontare, ricordando che negli anni vi è stata un’elevata innovazione.

Rispetto infine a coloro che non hanno ancora ricevuto gli assegni, Tridico ha spiegato che “ci sono ancora lavoratori che non hanno avuto denari, ma non per negligenza dell’Inps”. Il riferimento va a eventuali errori e problematiche relative alle pratiche inviate, visto che “solo con domande e iban regolari avvengono i pagamenti”.

Gli ultimi dati aggiornati sul pagamento della cassa integrazione

Infine, per quanto concerne i pagamenti già eseguiti da parte dell’Inps per la cassa integrazione, Tridico ha sottolineato che l’Inps ha eseguito allo scorso 31 maggio 2020 oltre 4,2 milioni di pagamenti per le domande di cassa integrazione guadagni presentate senza irregolarità. Si tratta di numeri importanti e che sottolineano la gravità dell’attuale crisi dovuta alla diffusione del Coronavirurs.

Se si approfondiscono invece le domande percepite durante il mese in corso, se ne rilevano circa 800mila, mentre ne sono state pagate altre 650mila. In conclusione, la giacenza delle pratiche ancora da pagare è quindi molto piccola e corrisponde a 123mila unità.

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