Autore: Luigi Crescentini

Cassa Integrazione marzo: paradosso nei pagamenti, Sicilia batte Lombardia

Più di 5 milioni di lavoratori sono ancora in attesa di ricevere la Cassa Integrazione di marzo ed emergono alcune stranezze.

Oltre 5 milioni di lavoratori è in attesa del pagamento della Cassa Integrazione relativa al mese di marzo. Molti dei quali, sugli 11 milioni che ne hanno diritto, dovranno aspettare a causa di ritardi da parte delle Regioni che le gestiscono in deroga. Il settore che riguarda le aziende private è intervenuto anticipando una somma di circa 5 milioni di euro, occupandosi anche di compensare i contributi da versare all’Inps. Nel contempo, emergono le inefficienze di alcune Regioni per quanto riguarda il completamento della trafila burocratica.

Cassa Integrazione del mese di marzo: il report Inps riguardante i dati regionali

Basti pensare al report pubblicato il 29 aprile scorso dall’istituto per la previdenza sociale sui dati regionali: la Sicilia è uno degli esempi maggioritari, ma l’ultimo posto spetta alla Lombardia che è riuscita ad ultimare appena solamente 40 pratiche di Cassa Integrazione. Ma quello della Sicilia rimane un caso emblematico: infatti, su 1.175 domande ne sono state autorizzate 975 ma di queste solamente 76 imprese con 178 lavoratori dipendenti hanno ricevuto il versamento della Cig.

Cassa Integrazione, Inps: all’ultimo posto la Regione Lombardia

Nella regione siciliana, le difficoltà a gestire l’assegnazione della cassa integrazione sono tali da mandare il sistema informatico regionale in tilt. La Regione, infatti, ha ricorso all’Anpal, fissando una data prevista per il 15 maggio per gestire ed inviare le domandine all’Inps. Ciò significa che i pagamenti non arriveranno prima della fine di questo mese di maggio. A riguardo, l’assessorato si è occupato di avviare un’indagine interna per capire il grado di criticità della situazione.

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Il paradosso: la Sicilia è riuscita a pagare più lavoratori rispetto alla Lombardia

Un contesto inverosimile se si pensa che regioni come il Veneto, l’Abruzzo, la Campania, la Puglia e la Calabria ha già autorizzato circa il cinquanta per cento delle pratiche. Ma il fatto che la Sicilia, nonostante le innumerevoli ed evidenti difficoltà, sia riuscita a pagare più lavoratori rispetto alla Lombardia è quasi un paradosso.

Infatti, occorre sottolineare come le istanze decretate siano state circa 8.000, di cui 4.502 autorizzate. L’iter burocratico per i pagamenti, però, è riuscito ad effettuare il pagamento solamente nei confronti di 40 aziende con appena 63 lavoratori dipendenti. In conclusione, la Lombardia è la Regione che dovrà, gioco forza, indossare la poco lusinghiera maglia nera anche tenendo in considerazione la proporzione del numero di aziende presenti sul territorio regionale.

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Una piccola eccezione emerge sorprendentemente dalla Regione delle Marche: si sono contate, infatti, 6.456 domandine e 6.075 autorizzate, di cui 3.283 sono state erogate, ciò significa che sono state distribuite le indennità a ben 7.038 lavoratori, un dato indubbiamente rilevante. Sicuramente non è un esempio di perfezione ma, di certo, rivela dati eminenti rispetto alle altre regioni, rivelando un sistema decisamente più efficiente.