Cassa Integrazione Inps, alcuni potrebbero non riceverla più: ecco perchè

Cassa Integrazione Inps, alcuni potrebbero non riceverla più: ecco perchè

Circa 3.000 domande relative alla cassa integrazione 2020 rischiano di non essere più liquidate.

Come sappiamo, l’anno 2020 sarà un anno certamente da ricordare: le grandi difficoltà economiche causate dall’emergenza pandemica hanno messo l’Italia intera in ginocchio. Sicuramente, anche l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha dovuto fari i conti con i guai derivanti dall’emergenza epidemiologica che ha finito per causare un forte rallentamento nei sistemi di pagamento: sono molti i ritardi sugli assegni ancora da erogare. Tra questi ritardi, sicuramente, rientra quello della cassa integrazione.

Tantissimi cittadini attendono ancora il pagamento della Cig dal mese di marzo e, ancora oggi, non l’hanno percepito. La cassa integrazione deve essere ancora erogata per circa 100mila domande: tuttavia potrebbe esserci persino il rischio che non vengono più erogate.

Cassa integrazione Inps 2020: chi deve ancora riceverla?

Come viene spiegato dal portale “trend-online”, dal mese di marzo scorso fino ad oggi l’Inps ha dovuto sostenere circa 20 milioni di prestazioni Covid, di cui più della metà, riguardavano il pagamento della cassa integrazione. Il ritardo della Cig è stato sicuramente motivo di discussioni e polemiche anche perché, fino ad oggi, molti italiani sono ancora in attesa di ricevere l’assegno di cassa integrazione. In questi giorni l’Inps ha pubblicato l’aggiornamento quindicinale che riguarda i pagamenti della Cig effettuati durante il periodo di emergenza Covid.

Nella documentazione resa disponibile dall’ente previdenziale, è emerso che gli assegni di cassa integrazione erogati hanno coperto più di 6,6 milioni di lavoratori, di cui 3,5 milioni con pagamenti diretti e 3,1 milioni a conguaglio su anticipo aziendale. Una cifra notevole se si pensa che nell’anno precedente, ovvero nel 2019, i lavoratori che avevano usufruito della Cig erano circa un decimo rispetto a quelli del periodo compreso tra marzo e novembre di quest’anno.

Bisogna anche considerare che i pagamenti gestiti dall’Istituto hanno escluso gli artigiani e i lavoratori somministrati che ammontano a circa 1,5 milioni.

Inoltre nei documenti messi a disposizione dall’Inps nei giorni scorsi si legge che, al 18 novembre, l’Inps ha pagato 14.198.594 prestazioni a 3.500.295 lavoratori: ciò significa che l’ente ha già provveduto ad evadere il 99,93% delle richieste. Tuttavia rimangono ancora circa 3.448 lavoratori che devono ricevere il pagamento della Cig con richiesta fatta prima del mese di ottobre. E’ chiaro che, rispetto ai mesi precedenti, il numero degli assegni da pagare relativi alla cassa integrazione si è notevolmente ridotto: ad oggi rimangono soltanto 93.545 domande. In buona sostanza soltanto lo 0,3% dei lavoratori deve ancora ricevere la liquidazione della cassa integrazione: la situazione più critica è quella relativa alle domande fatte nel mese di marzo scorso.

Pagamenti Cig: perché c’è il rischio che, per alcuni, potrebbe non essere più liquidata

In un’intervista rilasciata qualche giorno fa a Sky TG24, il presidente dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale,Pasquale Tridico ha spiegato che, relativamente a queste domande, rimangono fuori soltanto 3.000 cittadini per i quali l’Inps si sta impegnando attraverso una specifica task force.

Tridico, poi, continua affermando che le posizioni in questione non sono state ancora pagate in quanto contengono dati errati relativi a codice fiscale, al codice Iban o alle settimane di cassa integrazione richiesta. Il problema principale è che queste richieste rischiano di non essere più erogate come viene sottolineato dallo stesso presidente Inps: “Può darsi che queste 3 mila domande probabilmente non siano pagabili altrimenti l’Istituto le avrebbe già pagate”.