Autore: Stefano Calicchio

INPS - Cassa integrazione

23
Giu

Cassa Integrazione, per il Civ Inps i ritardi sono stati «una tempesta annunciata e prevedibile»

Il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps interviene sui ritardi riguardanti i pagamenti della cassa integrazione. Il fenomeno ha rappresentato una tempesta annunciata.

Continuano ad arrivare nuove prese di posizione in merito alla cassa integrazione ed ai ritardi sui pagamenti che si sono accumulati durante l’emergenza Coronavirus. La grave crisi sanitaria si è velocemente sviluppata anche in senso economico e a farne le spese sono state molte imprese, che si sono viste costrette a ricorrere alla cassa integrazione per i propri dipendenti.

Purtroppo, i meccanismi di attivazione dei flussi di pagamento previsti per situazioni ordinarie si sono confrontati con la difficile realtà creatasi durante la situazione emergenziale, prendendo forma in numeri che fotografano tutta la drammaticità del momento. Nella seconda metà di giugno 2020, oltre 25mila lavoratori non hanno ancora percepito il proprio assegno, mentre in 134mila hanno visto arrivare solo una parte del dovuto.

I commenti del Presidente Civ Inps Loy: le procedure sono troppo complesse

Rispetto alla situazione appena descritta, l’analisi compiuta dal Presidente del Civ Guglielmo Loy evidenzia la necessità di un cambio di passo che possa effettivamente portare verso un beneficio per i lavoratori percettori della cassa integrazione. All’interno di una lettera indirizzata al Presidente dell’ente Pasquale Tridico, si sottolinea infatti come la tempesta verificatasi sia stata “ampiamente prevedibile”.

Secondo Loy il problema principale riguarda l’estrema complessità delle procedure, oltre alla sottovalutazione delle difficoltà che si sono concretizzate davanti all’enorme numero di richieste di tutela inviate all’attenzione dell’ente. Per questo motivo, si chiede un intervento nel più breve tempo possibile al fine di garantire un sistema di accesso ai dati “regolato ed efficace”, in modo da dare seguito “all’andamento delle richieste e delle erogazioni”.

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Le preoccupazioni riguardanti le richieste di cassa integrazione ancora in via di assolvimento

A preoccupare in particolar modo il Presidente del Consiglio di Vigilanza vi sono poi i pagamenti già approvati ma ancora in corso di esecuzione. Secondo Loy, sono infatti molti i lavoratori che fino ad ora hanno ricevuto solo il pagamento della cassa integrazione di marzo e che quindi risultano ancora in attesa degli accrediti riguardanti i mesi successivi.

Anche se dal punto di vista puramente amministrativo queste domande sono in accoglimento, i tempi di assolvimento delle richieste potrebbero risultare piuttosto lunghi. Un fenomeno che rischia di scontrarsi contro le difficoltà oggettive delle famiglie che stanno vivendo in pieno le difficoltà conseguenti all’emergenza sanitaria ed al lockdown.

Il Civ chiede un nuovo stress test per le nuove procedure relative alla Cig

Al fine di porre rimedio alla situazione, il governo ha recentemente varato uno snellimento delle procedure con l’idea di velocizzare l’approvazione delle pratiche e quindi l’esecuzione dei pagamenti legati alla cassa integrazione. Si tratta di un fattore di discontinuità rispetto al recente passato, ma il Civ chiede di non dare per scontato l’implementazione dei nuovi meccanismi di gestione amministrativa.

“Servirebbe una sorta di stress test” spiega Guglielmo Loy rivolgendosi a Pasquale Tridico. Questo perché “se tu chiedi di fare la maratona a uno che non è allenato, è chiaro che si accascia dopo tre chilometri”. Da qui l’auspicio verso una maggiore comunicazione anche tra la stessa Inps e il Governo, che possa portare a risultati concreti.

Ad esempio estendendo l’anticipo della cassa dall’attuale 40% dell’importo fino al 60-70%, post ponendo le verifiche ad un momento successivo. Tutto ciò con l’obiettivo di velocizzare ulteriormente i tempi, visto che le stime limitano le capacità di gestione delle pratiche da parte dell’Inps a circa 10mila domande per ogni settimana lavorativa.

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