Autore: Giacomo Mazzarella

Cartelle Esattoriali

Cartelle esattoriali e pignoramenti: perché a gennaio si rischia il salasso

Confermata la proroga della sospensione dell’invio degli atti, ma poi a gennaio andranno pagati tutti insieme.

Tutti contenti per la sopraggiunta estensione della proroga della sospensione per gli atti di Agenzia delle Entrate Riscossione per i contribuenti morosi. Contenete le opposizioni di governo ed anche parte della maggioranza. Contenti pure i contribuenti che avranno ancora pochi mesi di aria.

Un provvedimento che probabilmente era inevitabile perché non era immaginabile arrivare a chiedere soldi ai contribuenti in una fase emergenziale a tutto tondo, dove se c’è una cosa che manca alla moltitudine delle famiglie sono proprio i soldi. Ma sospensione non vuol dire cancellazione o spalmatura dei debiti in più mesi. Ecco perché c’è chi parla già di salasso in vista di gennaio 2021, quando si spera la fase di emergenza economica sarà passata o sarà attutita.

Ma i dubbi su questo provvedimento restano tanti, anche perché la ripresa, dopo una lunga fase di crisi (da febbraio 2020), non è istantanea e chi non ha i soldi oggi, difficilmente li avrà a gennaio, soprattutto per far fronte ai pagamenti cumulativi ed a saldo che si attendono.

Come funziona la proroga della sospensione delle cartelle

Il governo ha deciso di concedere un’altra proroga dei termini di pagamento delle cartelle che dovevano essere notificate entro il 15 ottobre. Proroga fino al 31 dicembre 2020, con conseguente slittamento dei pagamenti delle stesse dal 30 novembre 2020 al 31 gennaio 2021.

Sospesi anche i pignoramenti di stipendi e salari fino al 31 dicembre 2020. Ma allo stesso tempo, maggiore spazio di manovra per Agenzia delle Entrate Riscossione, che avrà due anni di tempo per la notifica, anche per quegli in scadenza nel 2021. In pratica, addio per un certo periodo di tempo alla prescrizione perché anche per le cartelle la cui notifica scadeva nel 2020, ci sarà un biennio in più.

A gennaio cartelle da saldare inevitabilmente e si torna ai pignoramenti adesso sospesi

Buone notizie e cattive notizie quindi per i contribuenti, con il numero due del Mef, il Vice Ministro all’Economia e alle Finanze, Antonio Misiani che ha detto che la sospensione non potrà essere in eterno.

E nessuno sembra intenzionato a prevedere l’anno fiscale bianco, cioè la cancellazione di queste cartelle e atti che vengono solo posticipati. Tra l’altro vengono congelati anche gli accantonamenti previsti dai pignoramenti di stipendi, pensioni e conti correnti per i contribuenti che avevano già a carico questi provvedimenti.

Ma a gennaio, a proroga scaduta, si rischia il salasso perché chi aveva la trattenuta su pensioni e stipendi, tornerà di colpo a subirla, riducendo la disponibilità economica derivante dai propri redditi. E allo stesso tempo, tutte le cartelle sospese a nome di un contribuente, finiranno con l’andare in scadenza tutte il 31 gennaio. Una specie di conguaglio a debito che potrebbe finire con il mettere in ginocchio milioni di famiglie e di contribuenti.