Autore: Guido Michelini

Pensione

Calcolo pensione con sistema retributivo: come funziona?

Nettamente più favorevole rispetto al contributivo, questo è il sistema retributivo di calcolo degli assegni, ecco come funziona

Più passa tempo meno incide sulle pensioni ma il calcolo retributivo delle pensioni continua ad essere più favorevole per chi ha la fortuna di rientrarci ancora. Infatti già con la Riforma Dini e poi con la Riforma Fornero, il sistema previdenziale italiano ha svoltato decisamente verso il sistema di calcolo contributivo delle pensioni.

Quindi, maggiore importanza all’ammontare dei contributi versati durante la carriera lavorativa che alla retribuzione media percepita nella stessa carriera. Tradotto in termini pratici, pensioni più basse per i pensionati, anche se chi sponsorizza questo sistema può ribadire che siano pensioni più giuste.

Con sistema contributivo infatti, il lavoratore nel momento in cui accederà alla sua pensione, a prescindere dalla misura spettante, percepisce un assegno in linea con quanto da lui versato proprio allo scopo previdenziale. Ma si tratta di pensioni in qualche modo penalizzate rispetto al ben più favorevole calcolo sulla base delle retribuzioni versate.

Vediamo quindi nello specifico come funziona questo sistema di calcolo retributivo e perché ancora oggi c’è qualcuno che ne può sfruttare il vantaggio.

Calcolo retributivo pensione, cos’è

Il calcolo delle pensioni con il metodo retributivo è quel sistema che consente di calcolare l’assegno pensionistico da erogare ad un lavoratore, con il metodo delle retribuzioni medie incassate durante la carriera lavorativa.

Con questo meccanismo di calcolo del trattamento previdenziale, la pensione del lavoratore è determinata prendendo come riferimento le retribuzioni che lo stesso lavoratore ha percepito nella carriera lavorativa, soprattutto quella degli ultimi anni di carriera. Il sistema di calcolo delle pensioni con questo metodo risulta tanto più favorevole per il pensionato, quanto meno favorevole alle casse dello Stato, rispetto al sistema contributivo i cui succede l’esatto opposto.

Calcolo pensione con il sistema retributivo, come funziona?

La pensione con questo sistema è calcolata sommando diverse quote di pensione, ognuna relativa ad un determinato numero di anni di lavoro. Il calcolo con il sistema retributivo prevede una prima parte di pensione, la cosiddetta Quota A, calcolata sulle retribuzioni antecedenti il 1993.

Questa prima parte di trattamento previdenziale, si basa sulla media delle retribuzioni utili percepite dall’interessato, negli ultimi 5 anni di lavoro per il lavoratore dipendente, degli ultimi 10 anni per i lavoratori autonomi e dell’ultimo anno di carriera per i lavoratori dipendenti del settore statale.

La quota B di pensione invece è differente, perché calcolata sulla base dell’anzianità contributiva maturata dal 1° gennaio 1993 alla data di decorrenza della pensione e sulla media delle retribuzioni degli ultimi dieci anni per i lavoratori dipendenti e degli ultimi 15 anni per i lavoratori autonomi (in questi caso si parla di redditi e non di retribuzione).

Pensione con il sistema retributivo, importante l’anzianità

Il sistema retributivo trova applicazione, come spiega bene l’Inps, alle anzianità contributive maturate fino al 31 dicembre 2011 dai lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 (per quelli con anzianità antecedente il 1996 inferiore a 18 anni si parla di sistema misto). E pertanto, con questo sistema la pensione è commisurata alla media delle retribuzioni degli ultimi anni di carriera.

La pensione con il sistema retributivo risulta calcolata prima di tutto sommando il totale dei contributi a qualsiasi titolo versati dal lavoratore (quindi quelli obbligatori, i volontari, i figurativi, quelli da riscatto o da ricongiunzione) fino alla soglia massima di 40 anni, che è quella che il lavoratore ha facoltà di far valere alla data in cui esce dal lavoro per il conseguente pensionamento.

Questo il primo elemento utile al calcolo dell’assegno spettante. Poi, come secondo elemento, si prende a riferimento la media dei redditi o delle retribuzioni del lavoratore negli ultimi anni di carriera. Queste retribuzioni vengono naturalmente rivalutate in base ai dati Istat che escono ogni anno.

Ciò che esce viene passato con una aliquota di rendimento, che parte dal 2% e decresce con il salire della retribuzione percepita. In buona sostanza, con 35 anni di contributi versati, un lavoratore può arrivare a percepire una pensione pari più o meno al 70% della ultima retribuzione percepita, mentre con 40 anni di anzianità, si arriva a percepire l’80%.

Perché il sistema retributivo perde importanza nel calcolo delle pensioni

Come anticipato in premessa, il sistema retributivo sta perdendo importanza dal momento che nessuno può andare in pensione e ricevere un assegno interamente calcolato con questo sistema.

Sono gli effetti della riforma Fornero, che ha prodotto il sistema di calcolo misto. Ed anche la quota di pensione calcolata con il retributivo, nel sistema misto, diventa sempre meno incisiva.

Infatti presto questo sistema di calcolo sparirà del tutto nel momento in cui resteranno da pensionare solo lavoratori che hanno iniziato a versare i contributi dopo il 31 dicembre 1995, i cosiddetti contributivi puri. Infatti già oggi un lavoratore senza anzianità antecedente il 1996 ha diritto alla pensione calcolata esclusivamente con il sistema contributivo.

Ad oggi, spesso le pensioni vengono calcolate in parte con il sistema retributivo ed in parte con il sistema contributivo. In questo caso si parla di sistema misto, che viene applicato a lavoratori che hanno una anzianità inferiore ai 18 anni prima del 31 dicembre 1995 e dalla Fornero in poi, anche a lavoratori con 18 anni di contributi alla stessa data, che fino al 2011 avevano diritto al calcolo totale con il sistema retributivo.

Per i lavoratori con un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995 la pensione viene calcolata per l’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1995, con il retributivo, e per l’anzianità successiva con il contributivo.

Resta più favorevole il calcolo per chi ha una anzianità di almeno 18 anni al 31 dicembre 1995. Per questi infatti, la pensione con il sistema retributivo è calcolata sulle anzianità fino al 31 dicembre 2011, mentre il contributivo solo sulle anzianità successive al 2011.