Autore: B.A

Pensione

21
Giu 2020

Calcolo contributivo della pensione, la guida e le novità

Come di calcola la pensione con il sistema contributivo e le differenze col retributivo

Il calcolo contributivo della pensione è il sistema verso cui sta andando la previdenza sociale Italiana. Oggi è solo uno dei sistemi usati, perché funzionano ancora sistema retributivo e sistema misto. Ma più passano gli anni, più il sistema previdenziale viaggia spedito verso l’unico sistema di calcolo previsto che sarà il contributivo. Tra l’altro sono stati confermati, da pochi giorni, i nuovi coefficienti di trasformazione dei contributi in pensione.

Sistema contributivo, come funziona?

Il sistema contributivo è quel sistema di calcolo della pensione incentrato esclusivamente sul montante dei contributi, cioè sul totale dei contributi versati durante la carriera lavorativa di un lavoratore.

Il sistema contributivo è entrato in funzione con il governo Dini e la sua riforma delle pensioni. All’epoca fu una autentica rivoluzione, con le pensioni che fino a quel momento venivano calcolate esclusivamente sulla media delle ultime retribuzioni, iniziarono ad essere calcolate col sistema contributivo.

Calcolo delle pensioni oggi

Oggi come dicevamo, vigono ancora entrambi i sistemi ed in base alla data di versamento dei contributi, le pensioni vengono calcolate in parte col retributivo ed in parte col contributivo, dando vita al cosiddetto sistema misto.

Per i lavoratori che hanno più di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, le pensioni sono calcolate col sistema contributivo soltanto per le annualità dal 2012 in poi. Dal momento che il sistema contributivo risulta essere meno favorevole di quello retributivo in quanto a calcolo delle pensioni, va peggio a chi ha meno contributi versati prima del 1996. Infatti per chi ha versamenti inferiori ai 18 anni al 31 dicembre 1995, il calcolo contributivo si applica a tutti i versamenti successivi al 1996.

Inoltre, per chi non ha anzianità lavorativa precedente al 1996, cioè ha il primo contributo versato dopo il 31 dicembre 1995, la pensione è calcolata interamente col sistema contributivo. Per questo i lavoratori in tali condizioni vengono definiti contributivi puri.

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Guida al calcolo della pensione

Il calcolo contributivo si basa sui contributi effettivamente versati nel corso dell’attività lavorativa che vengono rivalutati con dei coefficienti che non fanno altro che trasformare il montante dei contributi, in rendita. Più giovani si va in pensione, più sono penalizzanti i coefficienti di trasformazione.

Il calcolo contributivo prevede una doppia quota con cui si stabilisce l’importo delle pensioni. Una prima per i contributi versati fino al 31 dicembre 1995 (Quota A) ed una seconda per i contributi successivi (quota B). La quota A è valida per chi opta per il calcolo interamente contributivo, per chi sceglie il computo presso la gestione Separata, per le lavoratrici che rientrano nell’opzione donna o per chi può accedere alla pensione in totalizzazione.

Per capire quanto tocca di pensione per la quota B, basta accantonare il 33% della retribuzione lorda percepita dal 1996 in poi. Per la quota A invece, si applicano anno per anno le aliquote vigenti per quell’anno. Un calcolo piuttosto complicato impostato sul rivalutare i contributi così ottenuti, sulla base della media quinquennale del Pil nominale. Una volta ottenuto il montante contributivo, cioè il totale dei contributi versati durante la carriera, si deve moltiplicare la somma ottenuta con il coefficiente di trasformazione e dividere il risultato per 13, in modo tale da avere la pensione mensile spettante.