Autore: G.M

Busta paga

28
Lug

Busta paga badante: ecco come deve essere e i dati da riportare al suo interno

Come deve essere la busta paga di un collaboratore domestico per essere valida? Ecco il vademecum

Il lavoratore domestico, che sia un maggiordomo, un giardiniere, una badante o una colf sono lavoratori dipendenti identici a tutti gli altri. Anche loro infatti hanno un Contratto collettivo nazionale del lavoro a cui si fa riferimento per diritti e doveri del lavoratore subordinato e del datore di lavoro.

Naturalmente con le dovute differenze di categoria, perché ogni settore lavorativo ha le sue particolarità, ma anche al collaboratore domestico va rilasciata la busta paga. Anzi, oltre alla busta paga mensile ogni anno andrebbe consegnata la Certificazione Unica, il documento riepilogativo degli emolumenti dati al dipendente l’anno precedente. Come deve essere la busta paga per essere considerata valida? Ecco ciò che c’è da sapere.

Busta paga: articolo 33 del Ccnl

L’obbligo di elaborare una busta paga per la propria colf, per il proprio cameriere o per la propria badante è messo nero su bianco nel Contratto collettivo nazionale di lavoro del settore domestico. È l’articolo 33 del Ccnl quelli che si occupa della busta paga del lavoratore. L’art. 33 del contratto collettivo colf e badanti prevede pertanto l’obbligo della busta paga stabilisce come deve essere approntata.

Nessuna regola unica, nessun modello prestabiliti ma la normativa prevede che nella busta paga debbano essere riportate quanto meno 5 voci fisse e immancabili. In primo luogo serve che venga indicata la retribuzione minima contrattuale. Poi è necessario inserire gli eventuali scatti di anzianità (ogni biennio la badante o la colf ha diritto allo scatto se presta servizio per lo stesso datore di lavoro). Altra voce necessaria è il compenso sostitutivo del vitto e alloggio se previsto dal singolo rapporto di lavoro. Infine, da inserire il superminimo, anche in questo caso se previsto dal singolo rapporto di lavoro, il lavoro straordinario e le festività.

Fin qui l’elenco delle voci minime da dover inserire nelle buste paga. Per completezza di informazioni da inserire però, nella stragrande maggioranza dei casi vengono inserite anche le ore di lavoro settimanali, l’eventuale part time, ore effettive di lavoro svolto, livello di inquadramento, emolumenti lordi ed emolumenti netti, TFR maturato e tutti i progressivi di tredicesima, ferie e buonuscita.
Naturalmente la busta paga deve sempre essere intestata, con i dati anagrafici del datore di lavoro e del lavoratore.

Busta paga: le regole

La busta paga va compilata e stampata in duplice copia, una per il datore di lavoro ed una per il dipendente. L’obbligo di firma è in capo esclusivamente al lavoratore subordinato. La data di consegna che dovrebbe coincidere con quella del pagamento dello stipendio è concordata tra le parti. In linea generale però tale data è tra il giorno uno ed il giorno dieci del mese successivo a quello a cui si riferisce la busta paga stessa. In pratica la busta paga di luglio va consegnata tra il primo ed il dieci agosto. Questo perché solo alla fine del mese (nel caso dell’esempio luglio) si ha il consuntivo delle ore lavorate e tutti gli altri dati utili alla corretta compilazione del modulo