Autore: B.A

Governo

Bozza decreto aprile: ecco reddito di emergenza, cifre e requisiti

Finalmente più chiara la misura che dovrebbe finire nel decreto di cui è pubblica la bozza

Ormai ci siamo, dopo settimane di parole, discussioni, anticipazioni e ipotesi, il decreto di aprile potrebbe essere in dirittura di arrivo. Per la metà della settimana prossima il decreto potrebbe essere discusso in Consiglio dei Ministri, per poi essere pubblicato ed entrare in vigore. Infatti oggi ha fatto per la prima volta capolino la bozza del decreto, con tutti i 44 punti di cui dovrebbe comporsi l’atto. Dopo il decreto Cura Italia, questo è il secondo atto del governo, in aiuto di famiglie, lavoratori, imprese e soggetti gravemente vessati dalla crisi, prima sanitaria e poi economica di questo pericoloso Covid-19.

Di tutto il decreto, probabilmente la misura più attesa è senza dubbio il reddito di emergenza. Si tratta di una misura omnibus che dovrebbe riguardare una vastissima platea di famiglie, che prima di tutto, sono state escluse dal Decreto Cura Italia, e che ancora oggi sono in crisi economica dovuta alle serrate, al lockdown ed alle interruzioni delle loro attività lavorative. Una misura omnibus che dovrebbe finire nelle tasche di colf e badanti, precari, lavoratori a chiamata, lavoratori intermittenti e addirittura, a lavoratori in nero. La portata di questa misura giustifica in qualche modo la grande attese che essa genera nei cittadini. E nella bozza finalmente si legge qualcosa circa il funzionamento della misura.

Reddito di emergenza requisiti

Le voci intorno a questo reddito di emergenza, che già viene chiamato con il suo acronimo, cioè Rem, sono state sempre molte e spesso in contrasto l’una sull’altra. Basterà una autocertificazione per richiederla?, sarà erogato a pioggia o con determinati e specifici requisiti? Oggi nella bozza si legge che la misura, oltre naturalmente ad essere fruibile solo da famiglie e persone che risiedono stabilmente in Italia, dovrebbe essere fruibile da famiglie con redditi e patrimoni entro determinati limiti. Innanzi tutto occorrerà avere l’Isee, o se davvero basterà una autocertificazione, bisognerà indicare l’importo del proprio Isee, che successivamente, ad emergenza finita, dovrebbe essere controllato dall’Inps.

L’Isee come si sa, si ottiene con autocertificazione e quindi la responsabilità sulla veridicità o meno dei dati dichiarati è in capo al cittadino, con tutte le conseguenze che dichiarazioni mendaci possono comportare. Nella bozza del decreto si parla già di un Isee sotto i 15.000 euro per poter rientrare nel perimetro di applicazione del provvedimento. Inoltre trapela già il fatto che sarà necessario non superare 10.000 euro di patrimonio mobiliare, che sarebbe ciò che un richiedente ha in banca, sui libretti di risparmio, sui conti correnti, sulle carte prepagate e così via. I 10.000 euro vanno intesi per un singolo componente del nucleo familiare, perché poi questa soglia sale di 5.000 euro ogni componente ulteriore al primo fino al tetto massimo di 20.000 euro.

LEGGI ANCHE: 3,5 milioni di contagi nel mondo, record negativi per Russia e Brasile

Domanda reddito emergenza, le date

La bozza in altri termini, mette nero su bianco il fatto che il Reddito di emergenza ormai è una misura che è molto di più di una ipotesi. Si parla di un sussidio da 400 ad 800 euro, basato proprio sulla situazione reddituale del richiedente. La misura dovrebbe durare tre mesi a partire dal mese di presentazione della domanda. Infatti, sempre dalla bozza del decreto, pare che le domande per questa nuova misura andranno presentate entro il prossimo mese di luglio.