Autore: Stefano Calicchio

Idee di trading

Borse, Londra passa ad Amsterdam lo scettro del mercato azionario più grande d’Europa: colpa della Brexit

Il sorpasso storico della borsa azionaria di Amsterdam su quella di Londra. La piazza britannica perde lo scettro del trading per il calo delle azioni scambiate dopo l’avvento della Brexit. Per i mercati finanziari la vicenda corrisponde ad un No Deal.

All’inizio del 2021 si è concretizzato il sorpasso storico della borsa olandese su quella britannica. I volumi registrati dallo stock exchange di Amsterdam si sono quadruplicati, garantendogli di fatto lo scettro del primo mercato azionario nel continente europeo. La vicenda è una evidente conseguenza della Brexit e dell’impatto che quest’ultima ha avuto sui mercati finanziari con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

Dal punto di vista operativo, Amsterdam ha concretizzato una media di scambi record, corrispondente a 9,2 miliardi di euro al giorno, quadruplicando i propri volumi. Allo stesso tempo, nelle prime settimane del nuovo anno Londra ha dimezzato l’entità degli scambi. I dati sono stati comunicati dal Financial Times, che ha elaborato le statistiche in arrivo da Euronext, dal CBOE Europe e da Turquoise.

Borsa di Amsterdam prima in Europa: pesa il divieto di negoziare con enti che hanno sede nel Regno Unito

A pesare sulla vicenda è stata ovviamente una delle questioni normative insite nella Brexit. Le autorità finanziarie europee hanno infatti vietato di negoziare con enti che non hanno spostato il centro dei propri affari e interessi in Europa dopo l’avvento della Brexit. Di fatto, le principali borse europee si sono divise i volumi in precedenza eseguiti a Londra, ma tra i principali beneficiari c’è stata Amsterdam. Incrementi di volumi si sono registrati anche a Parigi e Francoforte.

Nel frattempo, dal suolo britannico emergono malumori. Il governatore della BoE Andrew Bailey ha puntato il dito contro le regolamentazioni europee, accusando di voler tagliare fuori dai mercati finanziari la piazza londinese. Nelle proprie dichiarazioni, la Banca d’Inghilterra ha spiegato che altri partner europei come gli U.s.a. e la Svizzera godono di condizioni di vantaggio e meno restringenti rispetto a quelle applicate alla City.

Sulla questione si resta in attesa di vedere come evolverà la situazione, ma sembra improbabile un passo indietro dei regolatori europei. Tutto ciò, nonostante i rischi di frammentazione dei mercati. D’altra parte, l’accordo sulla Brexit non prevede in modo esplicito di mantenere inalterato l’accesso ai mercati finanziari britannici per i cittadini europei (e viceversa). L’impatto della vicenda sul comparto finanziario è stato del tutto simile a un vero e proprio no deal, E la questione non sembra destinata ad appianarsi nel breve termine.

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