Bonus donne disoccupate Inps, cos’è e come funziona?

La legge italiana tutela la donna sulla disparità di cui è oggetto nel mondo lavorativo e tra le varie misure il cosiddetto bonus donne disoccupate

La disparità di trattamento tra uomini e donne nel mondo del lavoro è un dato oggettivo che da tempo interessa anche la politica. Lo dimostra la ricerca di interventi in materia previdenziale che tutti i governi che negli ultimi anni si sono succeduti, hanno prodotto. Basta pensare ad opzione donna o a ipotesi di sconto per ogni figlio avuto, in termini di contributi utili alle pensioni che i legislatori hanno pensato di inserire anche nelle novità pensionistiche come quota 100. Le donne spesso sacrificano carriera e lavoro per dedicarsi ai lavori di cura della prole e della famiglia.

I datori di lavoro poi, essendo le donne quelle soggette ad assenze dal posto di lavoro per maternità, allattamento e congedi parentali, tendono ad assumere più gli uomini che le donne. La legge italiana però prevede tutele particolari per le donne lavoratrici, o meglio, prevede incentivi alle aziende che assumono donne in stato di disoccupazione. Si chiama bonus donne disoccupate, la misura Inps destinata proprio alle aziende che assumono lavoratori di sesso femminile. Chi può richiedere il bonus donne disoccupate Inps? Come funzionano gli incentivi di questa misura? Vediamo nello specifico di cosa si tratta e chi può beneficiarne.

Misure che incentivano il lavoro femminile

Con l’obbiettivo di arginare il divario tra uomini e donne quando si parla di occupazione, esistono svariate misure volte a incentivare l’assunzione delle donne. Il bonus donne disoccupate è forse la più importante tra queste misure. Fu la tanto odiata e contestata legge Fornero ad inserire nell’ordinamento nostrano questo incentivo. Il bonus altro non è che una agevolazione contributiva appannaggio di aziende e imprese che assumono le donne. Per queste aziende si offre la riduzione del 50% dei contributi previdenziali dovuti per la lavoratrice.

Il primo requisito utile affinché il bonus vada a buon fine è legato alla lavoratrice che si va ad assumere che deve essere disoccupata da almeno 6 mesi. In pratica, affinché l’Inps conceda all’azienda lo sgravio della metà dei contributi dovuti sulla retribuzione della lavoratrice, occorre assumere donne che non percepiscono un regolare stipendio da almeno 6 mesi. Il secondo requisito è territoriale, perché la misura si applica solo ad aziende site nelle aree svantaggiate dello stivale. Le aree territoriali che con decreto Ministeriale sono considerate come svantaggiate sono quelle del Mezzogiorno, cioè Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Campania. Il bonus però è in funzione anche in altre aree italiane, anche se circoscritte a determinate zone come sono la Provincia di Piacenza, alcune del Veneto o in Lombardia e la Provincia di Piacenza.

Altre cose da sapere sul benefit

Le donne che si assumono possono essere di qualsiasi età e le aziende che assumono possono essere di grandi dimensioni, piccole e medie imprese ed anche singoli datori di lavoro privati. Le assunzioni possono essere sia a tempo determinato che indeterminato. La durata del beneficio è di 12 mesi massimo per le assunzioni con contratti di somministrazione o con contratti a tempo determinato. La durata del bonus per le aziende sale al tetto massimo di 18 mesi se le assunzioni sono a tempo indeterminato.