Autore: B.A

22
Mar

Bonus di 100 euro in busta paga, a chi spetta e chi lo paga? Vale anche per la scuola?

Tra i tanti bonus del decreto Cura Italia anche il bonus da 100 euro per i lavoratori impegnati a maezo, ecco tutto ciò che c’è da sapere

Con il decreto economico sul coronavirus, cioè con il decreto “Cura Italia” il governo ha previsto tutta una serie di aiuti a famiglie, aziende e lavoratori. Tra le tante misura spicca anche il bonus 100 euro in busta paga per alcuni lavoratori. Il benefit economico previsto da questo bonus riguarda i lavoratori dipendenti che hanno continuato a lavorare nelle loro sedi di impiego nel mese di marzo, nonostante l’emergenza coronavirus.

Articolo 63 del decreto Cura Italia

Come dicevamo, è il decreto Cura Italia ad aver previsto anche un bonus da 100 euro per quei lavoratori che sono andati lo stesso al lavoro nonostante l’emergenza sanitaria. Precisamente è l’articolo 63 del decreto che testualmente sottolinea che: “ai titolari di redditi di lavoro dipendente che possiedono un reddito complessivo dell’anno precedente di importo non superiore a 40.000 euro spetta un premio per il mese di marzo 2020 pari a 100 euro”. Naturalmente si tratta della cifra massima concedibile, perché nello stesso articolo del decreto si sottolinea come tale importo sia da rapportare al numero di giornate di lavoro svolte nella sede di lavoro sempre nel mese di marzo.

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Bonus 100 euro in busta paga, per chi è?

Il bonus 100 euro in busta paga è stato creato solo ed esclusivamente per i lavoratori dipendenti a cui non è stato possibile diversificare la loro attività lavorativa con lo smart working per esempio. In pratica, un premio che spetta soltanto a chi ha continuato a lavorare nella sede di lavoro nel mese di marzo 2020. Un tipico esempio è quello della scuola, dove molte Regioni hanno disposto lo stop alle attività didattiche già a febbraio, ma in molte altre il governo ha deciso di varare il blocco solo il 5 marzo.

Per esempio, il bonus, rapportato ai giorni di lavoro spetterà ai docenti che hanno lavorato fino al 4 marzo. Per Dirigenti scolastici e Personale Ata invece, il benefit potrebbe riguardare più giornate di lavoro per il mese di marzo. Infatti il provvedimento di stop alle attività didattiche ha previsto che il Personale Ata per molti giorni del mese di marzo si è dovuto recare lo stesso al lavoro, per quelle che furono individuate come attività indifferibili proprio dai dirigenti scolastici.

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Il Bonus come dicevamo, è rapportato alle giornate lavorative svolte e pertanto, essendo il premio pari a 100 euro, per ogni giornata di lavoro spettano 4,50 euro. Per quanto riguarda le date di pagamento, l’erogazione del bonus è prevista già con lo stipendio di aprile, anche se il decreto sottolinea come il pagamento sarà fatto entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno.

Bonus 100 euro, non occorre fare domanda

Il premio per i lavoratori dipendenti che non hanno lasciato la sede di lavoro nel mese di marzo verrà erogato automaticamente dal datore di lavoro. Nessuna domanda e nessun adempimento è richiesto ai lavoratori per ottenere questo bonus. Il datore di lavoro però, non farà altro che anticipare questo bonus, perché in qualità di sostituto di imposta, egli recupererà quanto versato al suo lavoratore subordinato, utilizzando l’Istituto della compensazione. Occorre ricordare che questo bonus non è tassabile e non andrà indicato nelle dichiarazioni dei redditi del 2021 perché esenti da Irpef.

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