Autore: B.A

Bonus badanti e colf: le ipotesi una per una

Ecco tutte le ipotesi dell’indennità per CF e badanti ne decreto aprile.

Le badanti e i collaboratori domestici godranno di indennizzi e bonus nel prossimo decreto di aprile. Naturalmente questo non vuol dire che arriveranno immediatamente soldi, perché occorrerà attendere di fare domanda, istruttoria pratica e tempi di erogazione. Ma già che badanti, colf e baby sitter, entreranno in un decreto di aiuto economici del governo, appare un successo, visto che nel decreto di marzo, il «Cura Italia», la categoria è stata praticamente dimenticata. Ma cosa dovrebbe offrire decreto a colf e badanti? Siamo ancora nel campo delle ipotesi, perché il decreto dovrebbe arrivare tra fine prime e inizio maggio. Ipotesi che trapelano da varie indiscrezioni che ogni giorno sopraggiungono. Vediamo una per una queste ipotetiche misure.

Reddito di emergenza

Si tratta di una misura omnibus, una misura che, se mai sarà varata, arriverà a coprire tutti i soggetti esclusi dal precedente decreto. Pertanto, precari, lavoratori a chiamata, intermittenti, disoccupati di lungo corso, lavoratori in nero e naturalmente, badanti e lavoratori domestici. Una misura che dovrebbe rivolgersi a circa un milione di nuclei familiari, più o meno 2,5 milioni di persone. Dovrebbe essere misura che intercetta le persone davvero in difficoltà. Per questo potrebbe essere basata su 2 soglie di reddito in base all’Isee, in modo te da escludere dai beneficiari il ceto medio e chi percepisce il reddito di cittadinanza. E del momento che sarà legato all’Isee, potrebbe essere legato alla composizione del nucleo familiare. Quindi, un bonus da 400 a 800 euro in base al numero dei componenti. Indennizzo per due mesi.

Bonus badanti

Si parla di bonus badanti 500 euro ma solo per quelle regolari. In pratica, una misura del tutto simile al bonus autonomi o stagionali del decreto di marzo. Ma sarà gioco forza predisposta con alcuni requisiti stringenti. In primo luogo, se il bonus badanti verrà varato, potrebbe avere un importo basato sulle ore di lavoro svolte dalla lavoratrice o dal lavoratore, prima della sospensione delle attività per il coronavirus. Un bonus tra i 200 ed i 400 euro, basato sulla tipologia di contratto, part time o full time. Oppure, ci potrebbe essere una scrematura della platea dei potenziali beneficiari, basata su una condizione particolare che solo gli addetti al settore conoscono. Il bonus finirebbe solo a quelle lavoratrici che non sono in regime di convivenza. La motivazione che potrebbe spingere l’esecutivo a puntare su un paletto di questo tipo è che secondo i tecnici, le lavoratrici in regime di convivenza sarebbero quelle che hanno patito meno gli effetti della crisi economica per il coronavirus.

Cassa integrazione per badanti

Infine ci sarebbe l’ipotesi cassa integrazione anche per colf e badanti. Una soluzione davvero complicata da predisporre, ma che ha fatto capolino tra le ipotesi. Le difficoltà sono quasi tutte derivanti dal fatto che il datore di lavoro, in queste tipologie di attività, cioè anziani o famiglie, non fungono da sostituto di imposta. Ed è più complicato inevitabilmente che un ammortizzatore sociale come la cassa integrazione, possa allargarsi anche a questo particolare settore. Per i circa 860mila lavoratori domestici regolari l’idea è una sorta di cassa integrazione in deroga semplificata, da riconoscere per almeno due mesi, quindi per le mensilità di aprile e maggio, con l’estensione delle tutele anche in caso di malattia o quarantena.