Autore: B.A

Bonus badanti 1.000 euro, alcuni chiarimenti sui beneficiari

Chi può percepire il bonus badanti e colf? Ecco i requisiti e alcuni casi poco chiari che l’Inps deve risolvere.

Il bonus lavoratori domestici è realtà. Dopo tante discussioni e varie ipotesi, l’indennizzo per questa categoria di lavoratori si è materializzato nel decreto Rilancio. La misura fa parte del pacchetto di aiuti ai lavoratori, che il decreto rilancio ha previsto. Adesso bisognerà aspettare che l’Inps emani i classici messaggi e le classiche circolari esplicative. Documenti questi che sono assolutamente necessari per poter iniziare ad inviare le domande.

L’Inps dovrà anche chiarire alcuni aspetti di questa misura, perché dal decreto non è chiaro se alcune tipologie di lavoratori, potranno meno accedere al bonus. Un problema che sembra essere una costante degli atti che il governo ha emanato in queste settimane di emergenza. La poca chiarezza, probabilmente dettata proprio dalla situazione di emergenza e dalla moltitudine di urgenze a cui l’esecutivo è stato chiamato.

Chi sono i beneficiari del bonus domestici

Il bonus badanti e colf, o meglio, il bonus domestici, prevede un indennizzo a lavoratore, di 1.000 euro complessivi, di cui 500 per aprile e 500 per maggio. Non è ancora ufficiale il fatto che l’indennizzo potrebbe essere erogato in unica soluzione, cioè tutto insieme con assegni da 1.000 euro cadauno. Questa è già una delle cose che andranno inevitabilmente chiarite.

Per il momento appare certo che il bonus riguarderà coloro che hanno contratti di lavoro che prevedono una durata settimanale di almeno 10 ore (anche sommando tutte le ore di lavoro con più datori di lavoro). Inoltre, bisogna essere assunti non in regime di convivenza. In pratica, sono escluse le lavoratrici e i lavoratori che vivono con la famiglia o con l’anziano per cui lavorano. Il contratto di lavoro deve essere attivo alla data del 23 febbraio.

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Nel bonus solo badanti colpiti dalla crisi o no?

Alla stregua degli altri bonus, compresi quelli previsti dal decreto Cura Italia, il bonus badanti e colf nasce per sostenere i lavoratori che hanno subito il contraccolpo dell’emergenza coronavirus sulle loro attività lavorative. Questo almeno è il cardine della nascita di queste misure. Il lockdown, le chiusure del attività, le paure dei contagi sono fattori che hanno determinato la trasformazione o l’ampliamento dell’emergenza sanitaria, in emergenza economica. Il lavoro domestico però, non è stato mai chiuso.

Si tratta infatti di una del attività che il governo ha deciso di lasciare in azione, perché sono attività essenziali. Nonostante ciò, molte famiglie, per paura dei contagi o per il fatto che non lavorando loro, per mancanza di soldi o per maggior tempo libero a disposizione, hanno deciso di fare a meno del collaboratore domestico. La norma inserita nel testo del decreto Cura Italia, non è chiara su un aspetto del bonus, relativo alla platea dei destinatari.

Infatti non è chiaro se il benefit sia fruibile anche da chi, nonostante non ha lavorato nel lockdown, ha continuato a percepire comunque lo stipendio, magari sfruttando le ferie. Come non è chiaro se il bonus può essere percepito anche da chi ha continuato a lavorare durante il periodo di lockdown. Durante la fase di lavorazione del decreto, sembrava che dovesse entrare nel testo, una postilla che l’Inps ha suggerito di inserire. L’Istituto ha proposto come documento da allegare alle richieste, una dichiarazione di sospensione dell’attività.

Sarebbe stata la dichiarazione con cui, magari sotto forma di autocertificazione, il lavoratore doveva confermare di aver avuto lo stop al suo lavoro durante la fase di lockdown. Il dubbio quindi rimane, soprattutto alla luce del fatto che è l’Inps che dovrà curare tutta la procedura del bonus e soprattutto alla luce del fatto che il decreto deve essere convertito in legge e durante l’iter, potrebbero sopraggiungere novità. Nel testo del decreto non c’è traccia di questo adempimento. L’Inps quindi nelle sue comunicazioni che presto renderà disponibili, dovrà per forza di cose chiarire alcuni aspetti che potrebbero rendere la misura fruibile o meno agli oltre 450mila lavoratori del settore a cui il bonus è indirizzato.