Autore: B.A

Bonus baby sitter: da 600 a 1.000 euro al mese, anche per i parenti

Il benefit per chi per lavoro è costretto ad affidare i bambini ad altra persona possono essere percepiti anche per nonne, zie e così via.

Il Bonus Baby Sitter Inps è una misura che il governo ha previsto con il decreto Cura Italia. Si tratta di uno strumento che nasce per supportare i genitori nel periodo di chiusura delle scuole per l’emergenza coronavirus. Una misura che probabilmente sarà molto utile anche nei prossimi mesi, quando il governo deciderà di allentare le restrizioni e molte persone dovranno tornare al lavoro, trovando però ancora le scuole chiuse e dovendo avere a che fare con il problema dei figli e a chi lasciarli.

Il bonus in questo senso fa da aiuto a quanti si troveranno dinnanzi a questo problema. Un aiuto economico per pagare la baby sitter che inevitabilmente andrà trovata nel momento in cui le aziende richiameranno in servizio le persone. Ma non è detto che occorre affidarsi ad una baby sitter professionista per poter, sia accudire i propri figli, che percepire il bonus. Vediamo nel dettaglio cosa occorre sapere.

Bonus baby sitter, come funziona?

L’importo del bonus bonus baby sitter varia dai 600 ai 1.000 euro. Questa differenza è stabilita in base alla tipologia di attività professionale a cui appartengono i genitori richiedenti. La misura viene erogata tramite i voucher Inps, o meglio tramite il Libretto famiglia. La misura è erogata a tutti coloro che hanno almeno un figlio di età inferiore a 12 anni. La misura come dicevamo, nata con il decreto Cura Italia, si rivolge a servizi di baby sitting che sono intervenuti a partire dal 5 marzo 2020 ed anche i 12 anni del bambino non devono essere stati compiuti a quella data.

E la misura è stata confermata fino alla riapertura delle scuole, proprio perché tale strumento è strettamente collegato alle difficoltà che le chiusure degli istituti scolastici di ogni ordine e grado causano alle famiglie. Una cosa da sottolineare è che il bonus può essere richiesto a prescindere dall’età se il figlio ha gravi disabilità. La misura inoltre, non fa distinzione tra bambini nati, adottati o affidati.

Importi del bonus baby sitter

Il bonus è di 600 euro per i genitori lavoratori dipendenti di aziende private, autonomi o iscritti alla gestione separata Inps. Il bonus è di 1.000 euro per genitori che lavorano come dipendenti per la Sanità, sia pubblica che privata accreditata, così come per i dipendenti della Sicurezza, Soccorso pubblico e settore Difesa che vengono impiegati per particolari necessità legate all’emergenza coronavirus. Per percepire il bonus occorre che nessun genitore sia beneficiario di altre misure di sostegno, come possono essere la Naspi o il congedo parentale. Infatti in questi casi, ottenendo un benefit e potendo stare a casa, il genitore beneficiario di queste misure di sostegno, possono accudire da soli i figli.

Per chi è impegnato in smart working o lavoro agile che dir si voglia, pur se si resta a casa, il bonus è fruibile perché naturalmente, lavorando non si possono accudire i figli. La domanda va fatta all’Inps ed una volta accolta, entro 15 giorni occorre appropriarsi del bonus, iscrivendosi al sito Inps nell’area libretto famiglia (sia il genitore che la baby sitter). Il bonus è così funzionante, in buoni da 10 euro ad ora, di cui 8 euro materialmente vanno alla baby sitter.

Per fruire di questo aiuto non ci sono limiti reddituali. Inoltre, il bonus può essere usato anche per pagare la nonna piuttosto che il fratello, la cugina o la zia che accudisce i figli del beneficiario che deve lavorare. Questo perché si tratta di prestazioni occasionali e non nominative, nel senso che sempre nell’importo massimo dei 600 o dei 1000 euro, si possono utilizzare anche più baby sitter.