Autore: B.A

Fisco

Bonus affitti, arrivano i chiarimenti del Fisco: molti i casi particolari

Come si ottiene il bonus affitti, quali sono le regole, cosa dice l’Agenzia delle Entrate e come si risolvono alcuni casi particolari.

Il bonus affitti, cioè il credito d’imposta previsto dal decreto Rilancio per dare una mano alle imprese e ai lavoratori autonomi in genere, che hanno i locali delle attività in affitto e che hanno subito un rilevante calo del fatturato a causa della crisi economica scaturita a seguito dell’emergenza epidemiologica, è stato oggetto di alcuni chiarimenti da parte del Fisco.

Chiarimenti resi necessari dalla vasta area di applicazione della materia e dal vasto e variegato bacino di soggetti a cui la misura è destinata. Il bonus affitti nasce per sostenere le attività, le imprese e i lavoratori autonomi che hanno subito le più pesanti conseguenze economiche per il lockdown e per la crisi da Covid-19, soprattutto nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno.

Ma vediamo di cosa si tratta e quali sono i casi particolari che l’Agenzia delle Entrate ha voluto spiegare per permettere a tutti gli interessati di poter capire se e come richiedere il credito di imposta.

Bonus affitti, come funziona?

Il bonus affitti è solo uno dei tanti bonus che il governo ha voluto inserire in questo momento di grave crisi, ma risulta essere uno dei più importanti. Sono tante le attività commerciali e imprenditoriali la cui loro sede è in affitto, e soprattutto durante il lockdown, con le serrande chiuse, non lavorando molte attività hanno avuto un evidente problema, cioè quello di non poter pagare l’affitto. Un problema che è rimasto inalterato anche dopo la fine del lockdown, perché la crisi economica è ancora nel pieno della sua forza.

Il bonus affitti di cui parliamo è quello sulle locazioni di immobili ad uso non abitativo. Si tratta di una misura prevista dall’articolo n° 28 del decreto 34 del 2020, cioè del decreto Rilancio, che ha esteso quanto già previsto, ma solo per il mese di marzo, dal decreto “Cura Italia”.

Il bonus affitti è pari al 60% dell’ammontare mensile del canone o al 30% in caso di contratti particolari come quelli relativi a servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda. Naturalmente il bonus può essere richiesto, come sottolinea Agenzia delle Entrate, a condizione che l’immobile oggetto della locazione sia a uso non abitativo e quindi destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola e via dicendo. Un vero e proprio ristoro di parte dell’affitto dovuto, tramite credito di imposta.

I chiarimenti del Fisco sul bonus affitti

Come dicevamo, si tratta di un credito d’imposta sulle locazioni di immobili non ad uso abitativo e l’Agenzia delle Entrate ha sottolineato che questo incentivo può essere richiesto anche su un immobile non accatastabile o se in sublocazione.

Il bonus può essere richiesto sia dalle attività imprenditoriali in forma singola, che dalle Snc, Sas, dagli enti e dalle società di capitali, dalle persone fisiche o dalle associazioni che esercitano arti e professioni, dagli enti non commerciali come quelli del Terzo settore, dagli enti religiosi, dai forfettari, dalle imprese agricole, dalle strutture alberghiere, termali e agrituristiche, dalle agenzie di viaggio

Il credito di imposta può essere utilizzato sia nelle dichiarazioni dei redditi che in compensazione tramite modello F24. Se il credito di imposta presenta dei residui, le Entrate hanno sottolineato che possono essere riportati nei prossimi periodi di imposta.

In nessun caso è previsto un rimborso proprio perché si tratta di credito di imposta. Le Entrate hanno fornito anche i relativi codici tributo nel caso in cui si utilizza il bonus in compensazione con il modello F24. Per questo utilizzo va indicato il codice tributo 6920.
Ma esiste anche la cessione del credito, perché le Entrate hanno previsto anche la possibilità di cessione del credito ad un soggetto terzo.

Il beneficiario del bonus in questo caso è obbligato a dare comunicazione dell’avvenuta cessione all’Agenzia delle Entrate. Tale adempimento va espletato tra il 13 luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, utilizzando la procedura telematica disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.