Autore: B.A

Bonus

Bonus Pc, tutto fermo ancora e potrebbe servire un altro mese per il via

Doveva essere tutto pronto già a settembre, invece per l’ormai celebre bonus Pc, ci vorrà ancora del tempo.

Molte famiglie stanno aspettando con ansia il via di un nuovo bonus. Si tratta del bonus Pc, Tablet e Internet. Una misura fortemente voluta dal governo per venire incontro alle famiglie con redditi bassi che non hanno possibilità di acquistare computer e connessioni a Internet.

L’obbiettivo del nostro esecutivi è quello di colmare il gap digitale tra famiglie, che si è manifestato in tutta la sua forza durante il lockdown e la fase emergenziale. Scuole chiuse, studenti a casa e lezioni con la didattica a distanza hanno messo in evidenza questo problema.

Ma la soluzione scelta dal governo, che in questi giorni di metà settembre doveva partire, cioè il bonus Pc, Tablet e Internet potrebbe slittare di un mesetto.

Bonus Pc, tra ritardi e polemiche sulle modalità di liquidazione

La partenza del bonus Pc rischia di slittare di 30 giorni o forse più. Evidentemente qualcosa va ancora messo a punto. Sul bonus comunque c’è un discreto fermento e diverse polemiche. Sul banco degli imputati finisce la modalità di erogazione che sembra sia stata scelta dal governo per concedere il bonus ai contribuenti.

Al momento si tratta di ipotesi, non essendoci nè documenti ufficiali e nemmeno dichiarazioni di rappresentanti del governo vicini al dossier bonus Pc. Tra l’altro, le prime ipotesi che parlavano di voucher che sarebbero finiti ai richiedenti il bonus sono state del tutto smentite dalle ultime indiscrezioni che invece mettono al centro di tutto le compagnie telefoniche.

E su questo che le polemiche sono aumentate a dismisura. Ciò che viene contestato al governo è la scelta di assegnare il compito di erogare il bonus agli operatori telefonici. In pratica, oltre ad erogare i servizi di connessione, cosa che non potrebbe essere diversamente, gli operatori telefonici potrebbero erogare anche i device, cioè Pc e Tablet.

E le associazioni dei consumatori hanno subito alzato la voce contestando questa dubbia scelta. In questo modo il bonus non va direttamente alle famiglie, ma diventa soltanto un metodo per avere uno sconto sugli acquisti di computer o di connessione a internet.

Il Bonus Pc, cosa si sa per adesso

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Paola Pisano aveva anticipato che questo bonus sarebbe partito a settembre. Si parlava già di una data prestabilita, che era quella del 20 settembre. Le famiglie in base alle informazioni che man mano trapelavano, avevano iniziato a preparare quello che si pensava sarebbe servito, cioè Isee e Spid.

Infatti pare che il benefit dovrebbe essere calmierato in base all’Isee del nucleo familiare richiedente e che lo strumento utile alla richiesta di accesso al bonus Pc sarebbe stato lo Spid. Per il momento queste cose sono confermate, anche se per la partenza occorrerà presumibilmente attendere ancora un bel po’.

Il Bonus è pari a 500 euro, di cui 300 per il Pc e 200 per la connessione Internet. Il bonus potrà essere fruito per intero da famiglie con Isee fino a 20.000 euro. Per famiglie che invece hanno Isee compreso tra i 20.001 e i 50.000 euro, il bonus sarà più basso, ridotto solo a 200 euro e quindi solo per la connessione a Internet.

La prima tranche di questo bonus riguarderà le famiglie meno abbienti, con Isee fino a 20.000 euro. Non si sa ancora bene se si potrà spendere la parte di bonus da 300 euro, solo per l’acquisto o il comodato del Pc, senza dover necessariamente prendere anche una connessione a banda larga dall’operatore telefonico incaricato.

Questo è uno degli aspetti più controversi della misura e della scelta di passare tramite gli operatori telefonici. Per chi ha già una connessione a Internet o per chi non è interessato alla connessione perché ha altre modalità di accesso a Internet (Hotspot da smartphone, rete pubblica, rete in solido con il vicino di casa), ma vuole solo il Pc, potrà sfruttare il bonus?

E poi, ci sarà libera scelta sui dispositivi o bisognerà scegliere tra i modelli che l’operatore telefonico in pratica, imporrà ai richiedenti? Domande che non fanno altro che alimentare le polemiche per un bonus che poteva essere gestito diversamente, lasciando mano libera alle famiglie.