Autore: Luigi Crescentini

Fisco

Bonus Inps e contributi a fondo perduto, è caccia ai «furbacchioni»: ecco cosa si rischia

L’Agenzia delle entrate ha dato il via ai controlli per scovare gli approfittatori del bonus Inps e del Contributo a fondo perduto: previste severe sanzioni.

Dopo i contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia dell’Entrate, il bonus di maggio da 1000 euro torna a far discutere gli italiani. A quanto pare molti cittadini che rientrano nei requisiti previsti per avere accesso al bonus da 500, 600 fino a 1000 euro destinato a lavoratori autonomi, professionisti e co.co.co non lo hanno ancora ricevuto.

Crescono le polemiche al riguardo dato che si tratta di uno degli aiuti economici previsti nel decreto Rilancio approvato nel mese di maggio. Ma a tutt’oggi, mentre volge al termine il mese di luglio, buona parte degli italiani che ne hanno diritto non hanno ricevuto ancora l’assegno. Si tratta di un bonus Inps che farebbe molto comodo alle categorie di lavoratori sopracitate, categorie che hanno dovuto affrontare delle serie difficoltà a causa della crisi economica dovuta all’emergenza Covid.

Tanti lamentano il fatto che lo Stato doveva provvedere in maniera più tempestiva a distribuire il bonus Inps ai cittadini, anche perchè molti ancora oggi si trovano in una situazione economica non facile. La crisi ha avuto ripercussioni su tutti i settori ma in particolar modo su quello relativo al turismo che ancora oggi risente degli effetti post covid.

Diversa è invece la situazione per i contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle Entrate. Sembra che la maggior parte degli italiani abbiano ricevuto l’assegno e, per fare domanda, c’è ancora tempo (sino alla fine del mese di agosto). Sono stati già stati spesi per la distribuzione dell’indennità 4,2 miliardi di euro a fronte dei 5 miliardi previsti nel decreto Rilancio.

Contributo a fondo perduto, il Fisco dà il via alle ispezioni: ecco chi rischia e quali sono le sanzioni

L’Agenzia delle Entrate, al momento, è impegnata nei controlli per verificare se la somma ricevuta è stata effettivamente destinata a chi rientra nei requisiti e che quindi ne ha diritto. Secondo quanto viene riportato dal sito «pensionipertutti» i controlli sono mirati soprattutto alle partite Iva rimaste inattive per tanto tempo e che in vista del bonus si sono stranamente riattivate.

Verranno effettuati dei controlli anche nei confronti di quelle imprese che, per anni, non hanno presentato dichiarazione dei redditi e che improvvisamente si sono riabilitate con il decreto e i rispettivi bonus. Attenzione, però, ai «furbacchioni» del bonus che approfittano dell’emergenza covid per conseguire un lucro: l’Agenzia delle Entrate, però, sta riservando loro delle sanzioni a dir poco salate.

Parliamo di multe che riguarderanno non solo la restituzione dell’intera somma erogata ma anche una somma aggiuntiva pari al 100% fino al 200% dell’erogato. Non solo: secondo l’articolo 313 del Codice Penale potrebbe essere anche prevista una pena da 6 mesi fino a 3 anni di reclusione. Dunque, in questi casi, chi commette frode potrebbero pagare un prezzo molto alto solo per aver fatto domanda illecitamente. Intanto il Fisco sta provvedendo a fare dei controlli a tappeto.