Autore: B.A

Bonus 800 euro autonomi, 160 euro a figlio, 400 ai lavoratori in nero, le novità di aprile!

Ecco cosa sta studiando il governo per il secondo decreto economico di emergenza.

Da ieri tra mille difficoltà sono partite le richieste per il bonus da 600 euro per autonomi, collaboratori, partite Iva, stagionali, agricoli e lavoratori dello spettacolo. Con diverse problematiche relative al sito dell’Inps, le istanze sono partite. Sono le istanze relative al mese di marzo, tutto come previsto dal Dpcm n° 18 del 17 marzo scorso. Adesso è già il momento di partire con un nuovo decreto, nuove misure e nuovi aiuti, perché l’emergenza non è ancora finita. Il governo è al lavoro per varare nuovi provvedimenti per aiutare i lavoratori, magari aumentando i bonus già previsti per marzo e allargando la platea delle persone da sostenere dal punto di vista economico. Le ipotesi che sono allo studio sono molteplici. Vediamo cosa potrebbe arrivare nel prossimo Dpcm che a giorni dovrebbe essere presentato, a partire da un aumento del bonus previsto per gli autonomi e le Partite Iva.

Sale a 800 euro il bonus per le Partite IVA? L’ipotesi potrebbe trovare conferma

Una cosa che appare certa dalle indiscrezioni che trapelano da fonti vicine al governo è senza dubbio quella che i bonus previsti dal Dpcm n° 18/2020, saranno confermati. Qualche giorno fa il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, ha confermato che è allo studio un nuovo bonus per le Partite Iva e si valuta la formula che potrebbe essere quella di un indennizzo selettivo, che entri a sostenere le attività lavorative che per davvero hanno subito perdite per via dei blocchi delle attività. In linea di massima sono due le linee che sta seguendo l’esecutivo per produrre il nuovo decreto. Una riguarda le imprese, anche quelle di grandi dimensioni, a cui allargare le possibilità di ricorrere al credito, magari potenziando anche il Fondo di garanzia per le Piccole e medie Imprese. Sempre per le imprese, per quelle che si faranno carico di anticipare la cassa integrazione ai loro dipendenti, si studia un fondo di garanzia appositamente predisposto. La seconda linea di intervento invece prevede aiuti per i soggetti che hanno avuto, evidentemente, più danni dalle misure di contenimento del virus. Quindi, potenziare e far salire a 800 euro il bonus autonomi, che riguarda bar, ristoranti, negozi e altre attività che sono state costrette a chiudere per l’emergenza sanitaria.

Reddito di emergenza

Con il nuovo decreto si cercherà anche di allargare il perimetro delle famiglie e delle persone a cui gli indennizzi sono destinati. Potrebbero arrivare incentivi alle famiglie più in difficoltà ed anche a quelle che non hanno assolutamente niente e che non sanno più come fare la spesa. La misura su chi sembra si stia lavorando è il Rem, acronimo di Reddito di emergenza. Il Ministro Catalfo ne ha già anticipato il contenuto, naturalmente basato sulle ipotesi sul tavolo del governo. Un reddito di emergenza che potrebbe produrre indennizzo fino a 600 euro ad una platea più estesa di quella che già percepisce il reddito di cittadinanza. Secondo le indiscrezioni, si potrebbe allargare il benefit rendendo meno rigido il criterio di proprietà della casa, che ha portato molte famiglie a non percepire il reddito di cittadinanza o a percepire una cifra ridotta per via dell’affitto imputato.

Bonus alle famiglie

Elena Bonetti, Ministro per le pari opportunità e per la famiglia, ha proposto anche di estendere il bonus bebè a famiglie con bambini fino a 14 anni di età. In pratica, il bonus da 80, 120 o 160 euro al mese che adesso viene percepito da famiglie con figli piccoli fino ad un anno di vita. Per i nuovi nati o adottati, per 12 mesi il bonus è erogato nella misura di 160 euro a figlio per famiglie con Isee fino a 7.000 euro, 120 euro per chi ha Isee tra i 7.000 e i 40.000 euro e 80 euro per i redditi più elevati. Secondo il Ministro Bonetti si potrebbe estendere il bonus, in versione straordinaria per la durata dell’emergenza, alle famiglie che hanno figli fino ai 14 anni di età. Infine c’è l’idea di provvedere a dare sostegno anche ai lavoratori in nero. Si tratta di soggetti che lavorano senza tutele e che rappresentano un fenomeno molto diffuso in vari settori, da quello domestico di colf e badanti a quello della ristorazione. Il sussidio a cui si sta lavorando potrebbe essere nell’ordine di 400 euro per aprile e 400 euro per maggio, per chi dimostrerà di aver avuto anche brevi periodi di lavoro in nero.