Autore: Davide Scorsese

Partita IVA - INPS

Bonus 1000 euro: chi non ne avrà diritto?

Ecco chi sarà tagliato fuori dal bonus 1000 euro dai paletti di maggio.

E’ noto a molti che l’indennità di 600 euro di marzo e aprile da questo mese di maggio si trasformerà in bonus 1000 euro. Tuttavia non spetterà a tutti e ci saranno degli esclusi. Scopriamo di più, insieme.

Bonus 1000 euro: chi resta fuori e a chi attoccano

Nonostante, quindi, quanto promesso dal governo, non tutti gli autonomi, le partite Iva e i collaboratori potranno beneficiare dei 1000 euro a maggio. Dopo il pagamento della mensilità di marzo, molti sono ancora in attesa del pagamento dei 600 euro. In un paese che sembra attendere soldi da nord a sud da un paio di mesi. Ma cosa accade per il bonus 1000 euro?

La controversia del bonus 1000 euro

Veniamo dunque al bonus 1000 euro e agli esclusi. Il sussidio ha provocato non poche polemiche, dato che i requisiti di accesso troppo ristretti escludono dal beneficio una grossa fetta di partite Iva e professionisti.

Il requisito che crea maggiori problematiche di accesso ai professionisti e alle partite Iva è rappresentato dalla riduzione maggiore al 33% di reddito nel bimestre marzo – aprile 2020 rispetto al bimestre marzo – aprile 2019. Quello che professionisti e partite Iva maggiormente contestano è il fatto che in quel bimestre, facendo fede il principio di cassa, potrebbero aver ricevuto pagamenti di fatture emesse nei mesi precedenti o addirittura nel 2019.

Questo farebbe sì che l’eventuale perdita subita nei mesi in questione non sia rispecchiata dalle entrate, perdita di cui si risentirà, in ogni caso, nei mesi successivi.

Possono accedere al bonus 1000 euro i liberi professionisti, che non siano iscritti ad una cassa previdenziale privata e che possano dimostrare la riduzione degli introiti sopra descritta.
I collaboratori Co.Co.Co. iscritti in via esclusiva alla Gestione separata con cessazione del rapporto di collaborazione alla data di pubblicazione ed entrata in vigore del Decreto Rilancio.
I lavoratori stagionali e quelli del turismo a patto di aver interrotto involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo che va dal 1 gennaio 2019 e il 17 marzo 2020.