Autore: Martina Bianchi

Busta paga - Ammortizzatori sociali

Bonus 1000 euro a maggio non per tutti: ecco per chi

Il bonus 1000 euro di maggio non spetterà a tutti gli autonomi e i professionisti. I paletti imposti per l’erogazione rischiano di restringere la platea.

Il bonus 600 euro che hanno percepito partite Iva, autonomi e collaboratori a marzo e aprile, nel mese di maggio si trasforma in bonus 1000 euro ma non per tutti. I paletti imposti per fruire del bonus maggiorato a maggio, infatti, restringono la platea dei beneficiari della misura.

Bonus 1000 euro maggio

Non è stata ancora annunciata la data in cui il bonus 1000 euro sarà erogato e non esistono ancora i moduli predisposti dall’INPS per farne richiesta. L’unica cosa che si sa con certezza è che questo sussidio andrà sicuramente ad una platea di beneficiari ridotta di molto.

Potranno richiedere il bonus 1000 euro soltanto quei professionisti, quei lavoratori autonomi e quelle partite Iva e iscritti alla gestione separata INPS che potranno dimostrare ci aver subito a causa del COVID-19 una riduzione delle entrate di almeno il 33% rispetto allo stesso bimestre dell’anno precedente.

La minor entrata va riferita al secondo bimestre dell’anno (marzo e aprile) e dovrà essere la dimostrazione che rispetto allo stesso bimestre dell’anno precedente le entrate sono stata minori di almeno il 33%. Per comunicare la perdita di entrate all’INPS basterà un’autocertificazione con la quale si sottoscrive il possesso dei requisiti richiesti.

I 1000 euro spetteranno anche ai lavoratori del turismo i quali hanno già ricevuto il bonus da 600 euro a marzo e aprile.

Per i lavoratori domestici il bonus è più basso (500 euro). Per tutti coloro che hanno il diritto di fruire del bonus di maggio la richiesta deve essere inoltrata esclusivamente in maniera telematica, in autonomia per chi è in possesso di PIN INPS, SPID, Carta Nazionale dei Servizi. Con l’ausilio di un CAF o di un professionista abilitato pr chi non è in possesso delle credenziali di accesso al sito dell’INPS.

Bonus 1000 euro, criteri sbagliati

Insorgono i free lance, i liberi professionisti e le partite Iva che sottolineano il controsenso del basare il bonus sui ricavi. Le fatture molto spesso sono pagate in maniera differita e anche con ritardi ed è possibile che nel bimestre di riferimento gli autonomi in questione abbiano ricevuto pagamenti riferiti anche all’anno precedente o al bimestre precedente, mentre subiranno la cosiddetta perdita solo nei mesi a venire.

La proposta che viene ipotizzata, per rendere il bonus fruibile da chi veramente ha subito una riduzione del fatturato e quella di erogarlo, comunque a tutti, ma di chiedere il consuntivo dei fatturati a fine anno e che non ha subito perdite, nel 2020, superiore al 33% dovrà restituire i 1000 euro erogati.

Viene sottolineato, poi, che per i bonus di marzo e aprile non si è applicato alcun paletto e molti professionisti e partite Iva hanno ricevuto le indennità pur continuando ad avere fatturati molto alti.