Autore: B.A

Giuseppe Conte

Blocco licenziamenti e cig, cambia tutto nel Dl agosto

Tutte le novità del lavoro nel nuovi decreto di agosto.

Il decreto di agosto stravolgerà molte delle misure sul lavoro che il governo ha adottato fin qui con i precedenti decreti emergenziali. Infatti pare che nella bozza del decreto, come riportato dal «Fatto Quotidiano», ci saranno interventi sul divieto di licenziamento e sulla casa integrazione.

Blocco licenziamenti, cosa cambia?

Blocco dei licenziamenti fino a dicembre, via libera nel decreto di agosto, ma ad una nuova condizione. Il blocco varrà solo per quelle aziende che usano la cassa integrazione guadagni. La novità è così un restyling della misura, che dovrebbe fare capolino nel decreto di agosto. Nel frattempo sembra che il Consiglio dei Ministri che dovrebbe licenziare il provvedimento, potrebbe slittare di qualche giorno.

Evidentemente c’è ancora da limare qualche misura, e probabilmente anche questa sui divieti di licenziamento. Su questo argomento va registrata anche la dura presa di posizione dei sindacati, che minacciano mobilitazioni e scioperi se lo stop ai licenziamenti per l’emergenza Covid non verrà prorogato fino a dicembre.

Su questo le posizioni del governo sono ormai note, con l’intenzione di rendere valido il divieto ai licenziamenti, fino alla fine dello stato di emergenza che scadrà, salvo nuove proroghe dovute ai numeri dei contagi, il 15 ottobre. Per le parti sociali invece occorre prolungare lo stop fino a fine 2020, visto che la crisi economica non terminerà certo con la fine dello stato di emergenza.

Altre problematiche del decreto di agosto in materia lavoro

Ma non c’è solo il divieto di licenziamento a tenere banco ed a rimandare l’approvazione del decreto di agosto. Gli altri nodi sono il prolungamento della deroga al decreto Dignità e la decontribuzione per chi fa rientrare i dipendenti dalla cig, entrambi provvedimenti delicati e da limare meglio per evitare azioni fraudolente e furberie varie.

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Durante l’ultima riunione tra Premier e i capi delegazione delle forze di maggioranza, sono emersi diversi nodi da sciogliere tanto è vero che il Consiglio dei ministri che era convocato per domani potrebbe slittare a data da destinarsi. Come dire, tutto ancora in alto mare, per un decreto di agosto che rischia di fare la fine del decreto Rilancio, che doveva uscire ad aprile (lo chiamavano decreto aprile, poi maggio ed infine Rilancio e che fu prodotto con considerevole ritardo.

Le posizioni in maggioranza sono diverse. Tornando al divieto di licenziamento per esempio, il Movimento 5 Stelle e Leu puntavano ad estenderlo fino al 31 dicembre, come anche i sindacati vogliono. Italia Viva e il Partito Democratico invece frenano.

Nell’ultima bozza del decreto di agosto sembra si sia trovata una quadratura, una specie di compromesso. Il divieto di licenziare fino a fine anno potrebbe essere approvato, ma potrebbe valere solo per le aziende che ricorrono alla cassa integrazione. Per gli altri, il blocco verrebbe meno il 15 ottobre in concomitanza con la fine dello stato di emergenza.