Blocco e sblocco licenziamenti, Durigon: «Crediamo si possa gestire partita in maniera diversa»

Il vice ministro dell’Economia Claudio Durigon ha segnalato la possibilità di venire a capo della situazione con una norma specifica per settori in forte crisi

Lo sblocco dei licenziamenti a partire da luglio e una strategia di supporto per quei settori che sono in maggiore crisi. Si può riassumere così un possibile scenario relativo alla possibile revoca del blocco dei licenziamenti. Ne ha parlato in un’intervista a Repubblica (edizione 8 giugno 2021), il vice ministro dell’Economia Claudio Durigon.

Fine blocco licenziamenti, gli scenari

Oggi si è praticamente ad un bivio, alla luce del fatto che da una parte c’è l’esigenza di tutelare i lavoratori, dall’altra quella di dare dinamismo ad un’economia che si pone l’obiettivo di ripartire. Da parte di chi sostiene che il blocco dei licenziamenti possa avere, come è destinato tra l’altro, uno stop, c’è l’idea che la caduta della limitazione non equivarrà ad una catastrofe occupazionale. Fermo restando che, ad oggi, c’è consapevolezza generale del fatto che ci siano diversi settori che sono in crisi più di altri.

Sblocco licenziamenti con possibile analisi della situazione a livello settoriale?

La necessità è quella di lavorare su un binario che possa essere la migliore strada possibile per l’economia del Paese e per i lavoratori. Il viceministro Durigon, nell’intervista a Repubblica, ha espresso il suo punto di vista, ricordando la proposta di una «norma specifica per i settori in crisi forte» fatta da altre personalità del suo partito.

È lo stesso Durigon a citare il ministro Giancarlo Giorgetti e il leader Matteo Salvini «Analizzando i dati, crediamo - ha dichiarato - che si possa gestire questa partita in maniera diversa rispetto a una proroga totale del blocco, e che lo sblocco in alcuni settori possa già avvenire per permettere alle aziende di riorganizzarsi e di assumere».

Dichiarazioni che aprono il campo alla possibilità di un provvedimento che non sia generale, ma che vada a essere tarato in base a quello che è l’andamento di alcuni settori.

Sblocco licenziamenti, attenzione a settori più in crisi di altri

Tra i settori che, al momento, paiono pagare di più la situazione economica ci sono i settori della moda e del tessile. Secondo i numeri citati da Durigon ad oggi si contano circa 140.000 lavoratori in cassa integrazione ordinaria (in scadenza a fine mese) nel primo segmento citato e 480.000 nel secondo.

«Questo - ha evidenziato il viceministro - è un settore che, dati i numeri della Cig andrebbe protetto, sul resto abbiamo cifre che ci permettono di reggere. Sblocchiamo i licenziamenti, e facciamo una norma specifica per i settori in crisi forte, con quote di Cig del 30, del 40% . Tolti i lavoratori del tessile e poche altre categorie, io non credo che lo sblocco avrà un impatto così drammatico. Non è che se si toglie il divieto tutti licenzieranno».

Tra le ipotesi che, al momento, paiono essere al vaglio c’è quello di un sblocco selettivo dei licenziamenti. Si attendono sviluppi.