Autore: Giacomo Mazzarella

Coronavirus - Natale

Bar, ristoranti, negozi: cosa cambia dal 24 col nuovo Dpcm

Il Premier Conte ha promesso ristori immediati, ma intanto chiusure e poche eccezioni

Dovevano essere misure rigide e così è stato. Il nuovo Dpcm ha inevitabilmente stravolto il Natale degli italiani, dalle famiglie alle attività commerciali. Il primo Natale con il Covid, nella speranza che sia anche l’ultimo, sarà pieno di misure restrittive, con esercito e Fire dell’ordine in strada a limitare gli spostamenti e con molto negozi e attività chiuse.

La curva dei contagi va tenuta a bada e così il governo, dopo lunghe trattative e lunghe discussioni ha deciso per la linea dura. Lo scotto più duro probabilmente lo pagheranno bar, pasticcerie e ristoranti, a tal punto che il Premier Conte ha promesso ristori automatici ed immediati. Ma cosa cambia per queste attività nel periodo natalizio con il nuovo Dpcm in vigore dal 24 dicembre?

Bar e ristoratori, tra zona arancione e zona rossa

Che faranno discutere queste scelte operate dal governo è inevitabile. A volere interpretare le nuove regole per bar e ristoranti, a meno che non escano nuove spiegazioni, tra zona rossa e zona arancione cambia poco.

Il 24, 25, 26 , 27 e 31 dicembre, oltre che il giorno 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio zona rossa in tutta Italia. I giorni 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio, zona arancione.

In pratica, 10 giorni in zona rossa e 4 giorni in zona arancione, 10 giorni con misure più restrittive e 4 con misure meno rigide. Per i pubblici esercizi non cambia nulla, perché sarà vietato ricevere clienti ad esclusione del lavoro da asporto e con consegna a domicilio.

Apertura permessa dalle 5 alle 22, cioè fino al coprifuoco. Ma a saracinesca chiusa di fatto. Niente aperitivi al bar, colazione, pranzi nei ristoranti e abitudini simili. Il paradosso è sull’asporto.

Consentito anche nelle giornate rosse, ma con gli avventori, cioè i clienti, cioè le persone, limitate negli spostamenti, che per uscire avranno bisogno di autocertificazione e solo per cose serie, lavoro, salute o urgenze.

In pratica, asporto inutile o quasi, perché non si potrà dire «esco di casa a prendere un caffè da asporto» alle forze dell’ordine per strada. Nei 4 giorni arancioni invece, niente autocertificazione.

Ristori per le attività

Resteranno chiusi anche molti negozi non essenziali, col paradosso di consentire solo fino a mercoledì 23 dicembre, uscita pressoché libera per le compere, i regalini e lo shopping.

Bar e ristoranti con ingressi contingentati ma aperti fino alle 18 in questi giorni di zona gialla. Il Natale sarà probabilmente il colpo di grazia per molte attività, già vessate da mesi di limitazioni e da chiusure e riaperture e nuove chiusure che dalla scorsa Primavera si ripetono a ritmo costante, Dpcm dopo Dpcm.

Il Premier però ieri ha parlato di ristori automatici e veloci in arrivo, pari al 100% di quanto preso col Decreto Rilancio. "Un immediato ristoro per circa 645 milioni a favore dei ristoranti e dei bar che nel periodo 24 dicembre-6 gennaio sono costretti alla chiusura. Riceveranno il 100% di quanto già ricevuto in base a dl Rilancio”, questo ciò che ha detto ieri il Premier Conte.

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