Autore: Giacomo Mazzarella

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Bar e ristoranti: nuovi indennizzi a fondo perduto, ecco la tabella

Nel decreto che ieri è stato presentato dal governo, nuovi aiuti per i ristoratori a cui è stata imposta la chiusura alle 18.

E siamo al quarto capitolo dei decreti emergenziali del governo, perché dopo l’ennesimo Dpcm sulle restrizioni anti contagio, alcune tipologie di attività hanno bisogno di nuovi aiuti. Dopo i 600 euro previsti dal decreto Cura Italia e il fondo perduto del decreto Rilancio, ecco che anche nel nuovo decreto, che dovrebbe chiamarsi “Ristori”, ci sono indennizzi per le attività come bar e ristoranti. Ma di che tipo di aiuto si tratta? Ecco ciò che è emerso ieri, dopo la presentazione del decreto da parte del Premier Conte e del Ministro dell’Economia Gualtieri.

Bar e ristoranti, indennizzi più alti dei precedenti

Tutto scaturisce dal Dpcm del Premier Conte, quello del 24 ottobre scorso che di fatto ha previsto la chiusura di bar, ristoranti e attività simili alle ore 18:00.

Tra le misure di contenimento al contagio, per evitare assembramenti e ridurre i luoghi di aggregazione, i pubblici esercizi devono chiudere prima dell’inizio della serata, con la sola possibilità per restare aperti, di utilizzare la formula commerciale delle vendite a domicilio o da asporto. Un brutto colpo per attività che comunemente vedono nella serata la loro fonte maggiore di guadagno.

Per questo ecco che l’esecutivo ha pensato a nuove misure di aiuto, che secondo le promesse, dovrebbero arrivare in tempi ristretti, proprio per dare ossigeno a queste attività nell’immediato (anche Gualtieri ha detto che il ristoro arriverà per il 15 novembre).

Non è chiara ancora la modalità di richiesta di indennizzo, anche se tutto lascia presupporre che sarà necessario presentare una istanza sulla falsariga di quella del decreto Rilancio e dei suoi contributi a fondo perduto calmierati sulle perdite di fatturato e corrispettivi del mese di aprile 2019 rispetto a quello di aprile 2020.

La certezza, in base alle parole dei rappresentanti del governo è che il fondo perduto previsto da questo «decreto Ristori», arriverà direttamente sui conti correnti e per il tramite dell’Agenzia delle Entrate. E saranno indennizzi più cospicui dei precedenti, perché si tratta di un fondo perduto che arriverà ad essere fino a 4 volte superiore a quello del decreto Rilancio per alcune attività.

Aiuti decreto Ristori, cosa devono aspettarsi le attività

Aiuti economici importanti quindi per bar e ristoranti, ma anche per palestre, sale gioco, sale da ballo e discoteche. Infatti rispetto al decreto Rilancio gli indennizzi dovrebbero essere più elevati.

Per i bar per esempio, dovrebbe arrivare un indennizzo pari al 150% di quello ricevuto con il decreto Rilancio. In pratica, chi ha ricevuto 2.000 euro di fondo perduto pari al 20% della differenza di fatturato tra i due mesi di aprile prima citati, adesso riceverà 3.000 euro.

Un aiuto per i bar a cui il Dpcm di Conte ha imposto la chiusura delle saracinesche alle 18, con il divieto di ricevere clienti al banco o a tavolino dopo questo orario. Stessa cosa, sia come indennizzo che come chiusura per ristoranti, pizzerie, pub e così via, attività a cui in pratica è rimasta soltanto l’attività a pranzo e le attività da asporto e a domicilio dopo le 18.

L’indennizzo invece è del 200% per quelle attività che sono state chiuse del tutto. Sempre il nuovo Dpcm di Conte infatti ha prodotto la chiusura totale di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e sale slot, che non possono proprio aprire. Nel decreto inoltre, ristoro al 400% per le attività che non sono state riaperte dopo il provvedimento di chiusura totale di fine estate. Parliamo di sale da ballo, balere e discoteche.