Autore: B.A

Lavoro

Badanti e colf: le proposte anti Covid di Assindatcolf

Regole uguali in tutte le Regioni e stop alla confusione in materia quarantena, test sierologici e tamponi per chi rientra da Romania e Bulgaria.

Per chi arriva in Italia, via aereo, via auto con la nave o con qualsiasi altro mezzo di trasporto, da Romania e Bulgaria, dal 22 luglio scorso è obbligatorio trascorrere un periodo di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario di 14 giorni. In pratica quarantena di due settimane. Questo è ciò che ha deciso proprio il 22 luglio 2020 il Ministro della Salute, Roberto Speranza con una sua nuova ordinanza contenente ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Una ordinanza che mette quindi nel mirino i rientri da Bulgaria e Romania, paesi dove la curva dei contagi da coronavirus è in salita. Una ordinanza che tira in ballo una particolare categoria di lavoratori, cioè i lavoratori domestici, badanti, colf e così via, che nella stragrande maggioranza dei casi sono di nazionalità balcanica. La sicurezza prima di tutto, per gli anziani, i bambini e le famiglie che hanno alle dipendenze questi lavoratori, ma anche per le stesse lavoratrici.

Il 70% dei circa 850 mila domestici che sono assunti con contratto regolare sono stranieri ed in particolare originari dell’Est Europa, (il 41% del totale). È però altrettanto vero che oltre la metà di questi lavoratori sono badanti, e che di questi, moltissimi sono impiegati in regime di convivenza. Oltre al fatto che tale attività mette il lavoratore e l’anziano a strettissimo contatto, anche la quarantena fiduciaria diventa difficoltosa, dal momento che luogo di lavoro e residenza di questi lavoratori coincidono.

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Assindatcolf ha la ricetta giusta

“Ecco perché fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria abbiamo chiesto al Governo di tenere sotto controllo medico questa categoria di lavoratori ai quali, anche nel periodo del lockdown, non è mai stato imposto uno stop”, così Teresa Benevento, segretario nazionale di Assindatcolf spiega le richieste che la sua associazione, tra le maggiormente influenti del comparto, ha fato al governo. Troppo stretto il contatto tra badante e anziano o disabile e il governo non ha mai posto un freno o trovato soluzioni per questa particolare categoria di lavoranti.

“Oggi, seppur con grande ritardo rispetto alle richieste avanzate, finalmente arrivano segnali di attenzione da parte del Governo ma anche delle regioni che si stanno organizzando con ordinanze specifiche sui diversi territori. Ma si tratta di misure sufficienti a tutelare famiglie, anziani e lavoratori stessi?”, questo il dubbio che la Benevento sottolinea sul sito di informazione “Huffingtonpost.it”.

Il segretario generale dell’associazione sottolinea che l’ordinanza del ministro Speranza parla solo di isolamento fiduciario ma non di dove questo debba essere trascorso, dimenticandosi che molti di quei lavoratori che in queste settimane stanno facendo ritorno in Italia dai Balcani sono proprio badanti in regime di convivenza.

Il pericolo è che la badante debba trascorrere la quarantena a casa dell’anziano, con serio rischio di contagiare il vecchietto se è la badante positiva al Covid e magari asintomatica. Ma è altrettanto rischioso per la badante stessa, se si pensa al rovescio della medaglia, cioè all’anziano che è positivo e asintomatico. Problematiche queste conosciute da tutti, con l’associazione che dice di avere delle soluzioni.

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Le proposte di Assindatcolf

Al governo Assindatcolf ha proposto la sua particolare ricetta per risolvere quello che rischia di essere un serio è alquanto difficile problema. “Per questo motivo nel pacchetto di proposte che abbiamo inviato al Governo, al presidente del Consiglio Conte e ai ministri Speranza e Boccia, c’è anche quello di prevedere delle residenze extra abitative dove trascorre l’isolamento e l’eventuale quarantena in caso di positività. E ancora, abbiamo chiesto che vengano resi obbligatori i tamponi per i domestici che rientrano in Italia, da sottoporre con una certa periodicità per tutelare l’anziano anche nei mesi successivi a quello dell’arrivo”, queste le proposte che la Benevento ha recapitato a nome di Assindatcolf al nostro esecutivo.

“D’altronde un datore di lavoro non può impedire alla propria colf, badante o baby sitter di uscire di casa o di non frequentare altre persone, magari connazionali che tornano dai Paesi di origine dove il virus sta imperversando”, questo il proseguo del blog sul sito Huffingtonpost.it.

Come si stanno muovendo le Regioni

Anche sulle ordinanze regionali che molti governatori stanno emanando per venire a capo di queste problematiche, la Benevento ha una sua particolare visione. In effetti, Zaia in Veneto e Zingaretti nel Lazio, hanno firmato provvedimenti ma molto differenti tra di loro e pertanto, facilmente confondibili e che generano confusione nei lavoratori di rientro e negli anziani assistiti.

Assindatcolf ha chiesto a tutti i Governatori regionali di provvedere a trovare una linea comune a tutti, in modo tale da regolamentare la problematica in mono unico ed univoco. Per l’associazione servono linee guida uguali per tutti, con tamponi e non test sierologici.