Autore: B.A

Badanti e colf, la sanatoria per 200.000 addetti

Potrebbero essere tante lavoratrici domestiche coinvolte nella sanatoria del governo.

L’anno chiamata sanatoria per i lavoratori collegati alle attività nei campi, cioè i braccianti agricoli, ma impatterà anche sul lavoro domestico. I numeri parlano di circa duecentomila colf e badanti che potrebbero essere coinvolti nella sanatoria appena varata dal governo, la misura che ha commosso il Ministro Bellanova mentre la spiegava in conferenza stampa. Ed anche le associazioni di categoria di sono dette soddisfatte della misura varata dal governo.

Chi sono le badanti interessate

Il lavoro domestico è uno dei settori interessati dalla sanatoria. Lavoro domestico quindi, come quello agricolo, come l’allevamento e la pesca. Molti lavoratori domestici oggi presenti in Italia, ma con contratti irregolari o permessi di soggiorno scaduti, potranno regolarizzare la loro situazione. Ma non saranno tutte le lavoratrici in questa situazione «borderline», a poter sfruttare la situazione. Infatti occorre rispettare alcuni requisiti ben specifici.

Requisiti badanti e colf

Per rientrare in questa sanatoria, occorre innanzi tutto che si possa dimostrare di essere in Italia prima del giorno 8 marzo 2020. La data è importante, poiché segna l’inizio di questa terribile fase di lockdown in Italia e perché la misura varata dal governo è emergenziale, sicura proprio agli effetti della crisi epidemiologica. Come provare di essere presenti in Italia prima del lockdown, in una situazione di irregolarità come quella che vivono migliaia di lavoratrici del settore? In primo luogo, i rilievi delle Forze dell’ordine.

In pratica, bisognerà indicare quando le Forze dell’ordine hanno preso le impronte della lavoratrice, per quella operazione che si chiama rilievo fotodattiloscopico. In alternativa, si può usare la dichiarazione di ingresso in Italia per visite, affari, turismo e studio. Si tratta della dichiarazione rilasciata all’autorità di frontiera o al questore della provincia in cui si arriva. Chi non può dimostrare la presenza non potrà sfruttare la regolarizzazione.

C’è poi un altro requisito da rispettare. Non bisogna aver lasciato l’Italia dopo l’8 marzo. In pratica, occorre essere presenti in Italia prima dell’8 marzo e non aver mai lasciato l’Italia durante il lockdown. La sanatoria riguarderà anche badanti e colf con permesso di soggiorno scaduto a partire dal 31 ottobre 2019.

Come fare domanda

Le domande di regolarizzazione possono essere presentate dal primo giugno al 15 luglio. Si fa tutto tramite lo Sportello unico per l’immigrazione, se vanno regolarizzati stranieri al di fuori dell’area Ue. Si procede con l’Inps invece, nel caso di cittadini italiani o Ue da regolarizzare. La domanda può essere presentata dal datore di lavoro, magari perché ha interesse ad assumere un lavoratore o a regolarizzare un vecchio rapporto di lavoro irregolare.

In pratica, si tratta in quest’ultimo caso, di una auto denuncia da parte del datore di lavoro che deve dichiarare di aver avuto alle dipendenze, un lavoratore irregolare, di averlo ancora in servizio, di detenerlo «semplicemente» in nero o addirittura con permesso di soggiorno irregolare.

Il datore di lavoro dovrà pagare 400 euro più una cifra forfait per i contributi pregressi. La richiesta può essere presentata direttamente dal lavoratore, che vuole uscire dalla clandestinità. In questo caso il lavoratore deve inoltrare domanda direttamente alla Questura.