Autore: Giacomo Mazzarella

Badanti e colf, decreto approvato: ad alcune bonus 500 euro ad altre reddito di emergenza

Nel decreto rilancio c’è il bonus per badanti e colf ma sarà solo per qualcuno, per gli altri reddito di emergenza.

Il decreto Rilancio dopo mille vicissitudini e ritardi, finalmente ha avuto il via libera del Consiglio dei Ministri. Ieri sera il Premier Conte insieme ad alcuni suoi Ministri (tra gli altri il Ministro dell’Economia Gualtieri, quello della Salute Speranza e quella dell’Agricoltura Bellanova) è uscito in conferenza stampa per spiegare agli italiani il contenuto di questo decreto. Si tratta di una specie di maxi manovra finanziaria, un decreto finanziato con 55 miliardi di euro, pieno di misure di aiuto per gli italiani, dalla sanità alle imprese, dai lavoratori dipendenti alle famiglie.

Tra i tanti articoli del decreto, che è un documento di 464 pagine, c’è anche uno destinato al lavoro domestico, a badanti e colf. Si tratta dell’articolo 90 del decreto Rilancio. Un articolo che tratta l’indennizzo destinato a questa categoria di lavoratori che hanno subito gli effetti della grave crisi economica scaturita dall’emergenza Covid-19.

Bonus colf e badanti, 500 euro per un bimestre

Dopo mille ipotesi, il governo ha deciso di confermare il bonus badanti e colf nel decreto Rilancio. La categoria sarà oggetto dell’erogazione di un indennizzo da 500 euro a lavoratore. Naturalmente non tutti i lavoratori domestici saranno beneficiari di questa misura. Infatti ci sono paletti e restrizioni molto nette che ne assottigliano il perimetro di applicazione. Bisogna essere lavoratori assunti alla data del 23 febbraio 2020 (anche con più contratti di lavoro), con contratti che cumulativamente devono superare le 10 ore di lavoro settimanali.

Il bonus è riconosciuto per i mesi di aprile a maggio, pertanto per un bimestre. Dal bonus sono esclusi i lavoratori che sono assunti in regime di convivenza col datore di lavoro, sia esso l’anziano che si assiste o la famiglia per cui si lavora. Questo indennizzo da 500 euro al mese per due mesi, non spetta a chi prende una qualsiasi delle altre misure assistenziali del decreto Rilancio o per chi ha percepito qualcosa relativa al decreto Cura Italia, quello di marzo.

Inoltre non spetta a chi percepisce reddito di cittadinanza o reddito di emergenza. Per i beneficiari di entrambe queste misure, se l’importo percepito è inferiore a quello del bonus badanti, si provvede all’integrazione, cioè si percepirà la differenza. Il bonus non spetta nemmeno a chi percepisce una pensione, fatta eccezione per l’assegno di invalidità.

Reddito di emergenza

Per le altre lavoratrici del settore, che però non rientrano nel bonus 500 euro, perché conviventi con il datore di lavoro o perché con orari di lavoro inferiori alle 10 ore settimanali, c’è il reddito di emergenza, altra misura prevista dal decreto Rilancio. Il reddito di emergenza è una misura di sostegno economico che fa richiamo alle difficoltà economiche di milioni di italiani a causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus.

Si tratta di una misura alternativa alle altre forme di sostegno. Difatti, non sarà possibile richiedere il reddito di emergenza per quei soggetti che già beneficiano di sussidi come il reddito di cittadinanza, per coloro che hanno già usufruito di quanto previsto all’interno del decreto Cura Italia o che si accingono a percepire un’altra qualsiasi misura prevista dal decreto Rilancio.

Per percepire il reddito di emergenza occorre che il nucleo familiare sia residente in Italia. Il patrimonio mobiliare per l’anno 2019, deve essere inferiore a 10.000 euro. Questa soglia è aumentata di ulteriori 5.000€ per ogni componente del nucleo familiare diverso dal richiedente, fino ad un massimo di 20.000 euro. Inoltre, bisogna avere un ISEE inferiore a 15.000€. Anche in questo caso, il benefit non può essere percepito da coloro che percepiscono assegno di pensione diretta o indiretta, fatta eccezione sempre per l’assegno di invalidità.

Il reddito di emergenza è su fasce che vanno da 400 ad 800 euro. In tutti i casi fa fede la composizione del nucleo familiare. 400 euro spettano ad un single, mentre la cifra massima di 800 euro spettano a nuclei familiari compositi da più persone. Il meccanismo è simile al reddito di cittadinanza, con i coefficienti relativi alla composizione del nucleo familiare. Il coefficiente 1 per il richiedente del reddito di emergenza a cui poi vanno aggiunti i coefficienti 0,4 per ogni componente maggiorenne e 0,2 per ogni componente minorenne.