Autore: B.A

Lavoro

Badanti e colf, assunzione: attenzione alle regole

Come deve essere l’assunzione per badanti e colf e quali regole seguire.

Il lavoro domestico è probabilmente il settore dove la manodopera estera è la più utilizzata. Badanti e colf, almeno stando alle statistiche, provengono dall’est Europa, soprattutto dai Balcani, dai paesi del Nord Africa e dal Sud America. Ma è altrettanto vero che il settore è uno di quelli dove il ricorso al lavoro nero è ancora troppo elevato. Il 60% degli addetti infatti, lavora senza un regolare contratto.

Anche il 40% regolarizzato però, spesso è assunto in maniera sbagliata. E in molti di questi casi si parla di lavoro grigio. Assunzioni fatte in misura più economica possibile per le famiglie, anche in livelli non corretto in base al lavori svolti dalla o dal dipendente. Ecco una sintetica guida a come dovrebbero essere le assunzioni di badanti, colf e baby sitter.

Assunzioni lavoratori domestici, i documenti necessari

Anche se da anni il settore è dotato di un proprio Contratto collettivo nazionale di lavoro, il cosiddetto CCNL, le assunzioni non corrette sono molteplici.

Prima di tutto occorre dire che la legge è chiarissima da questo punto di vista. Assumere una badante, dedita all’assistenza di persone non autosufficienti, ed inserirla come Colf è moralmente e pure legalmente un illecito. Una assunzione sbagliata poi, provoca inevitabilmente in netto calo delle tutele del lavoratore.

Quest’ultimo ha diritti e doveri che variano a seconda del profilo in cui è assunto. Una assunzione sotto livello fa prendere meno soldi di stipendio al lavoratore, mentre al datore di lavoro, oltre che un risparmio sulla retribuzione mensile, produce pure un risparmio su tassazione del lavoro e contribuzione da versare.

Da paese di provenienza a paese di provenienza, cosa cambia?

Come detto, è dall’estero che il settore domestico prende a piene mani i lavoratori dipendenti. Naturalmente però, ci sono stranieri e stranieri. Quando si va ad assumere un dipendente comunitario (per esempio dalla Romania, paese da dove proviene una grossa fetta di badanti e colf), le regole sono identiche a quelle relative all’assunzione di un lavoratore italiano. L’assunzione da parte del datore di lavoro è diretta.

Si procede alla stipula del contratto e il lavoratore dovrà produrre solo carta di identità e tessera sanitaria. Nel documento da sottoscrivere da entrambe le parti e da redigere in duplice copia, tutti gli elementi importanti del rapporto di lavoro. Quindi dati anagrafici, orario di lavoro, sede di lavoro, stipendio e così via, fino al livello di assunzione.

Per un extracomunitario (India, Indonesia, Marocco e Moldavia sono le località di provenienza più diffuse tra i lavoratori domestici), fermo restando tutto il contenuto che deve avere il contratto, l’assunzione non può essere diretta.

In pratica, per i comunitario, basterà concordare con il lavoratore tutti gli elementi del rapporto di lavoro, senza derogare però al CCNL.

Per l’extracomunitario, se questi non è presente in Italia alla data di assunzione, serve il modello Q, quello relativo al contratto di soggiorno. Se invece il lavoratore si trova già in Italia, l’adempimento non va prodotto, ma basterà che insieme a carta di identità e tessera sanitaria il lavoratore produca documenti utili a dimostrare di essere in possesso di un permesso di soggiorno valido per lo svolgimento di un’attività lavorativa in Italia.

Queste sono le regole generali, ameno che non si provenga da paesi come Svizzera, Norvegia, Liechtenstein o Islanda, che vengono considerati Paesi equiparati a quelli della Comunità Europea.